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Renzi è pronto alla crisi: il governo Conte 2 è “già archiviato, parliamo del dopo”

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia
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Le mosse del leader di Italia Viva per far cedere la delega ai servizi e il ministero dei Trasporti. L’asse Pd-M5S si salda ma resta lo spettro delle elezioni anticipate.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi non usa mezzi termini per ribadire le sue opinioni sul governo rosso-giallo:

“L’esperienza del Conte 2 per me è già archiviata. Se volete discutiamo sul dopo”.

Sono queste le parole riportate in un retroscena del Corriere della Sera in cui si evidenzia l’umore dell’ex premier, in particolare dopo l’intervista rilasciata dal presidente del Consiglio a Porta a Porta sulla delega ai servizi servizi segreti che Iv vorrebbe in mano a uno dei suoi, forse all’ex ministro dell’Interno Minniti.

“L’hai sentito cos’ha detto sulla delega dei servizi?”, ha commentato Renzi con un dirigente del Pd: “Ne ha fatto un problema di partito. Battuta degna di un analfabeta istituzionale”.

E mentre Renzi punta ad aprire la crisi di governo, senza temere l’assottigliamento dei suoi gruppi parlamentari, il suo partito, con i fedelissimi, presenterà domani le osservazioni di Iv alla bozza sul Recovery plan redatta da Palazzo Chigi, con circa 100 obiezioni, già ventilate più volte dal partito renziano.

E oltre al Recovery Renzi prepara un’altra mossa, da presentare a inizio gennaio, “quando mi farò carico del coraggio anche per Di Maio e Zingaretti”, ha detto ricordando che “un mesa fa circa, metà del mio partito e un pezzo di M5S avevano stretto un patto con Renzi, tranne poi ritrarsi”. Un patto che era legato alla decisione di Conte di trasformare “le strutture dello Stato a propria immagine e somiglianza, con l’obiettivo di organizzarsi un partito personale per svuotare il Movimento, vampirizzare il Pd e annientare Iv”.

La replica di Conte sui servizi

Per Conte, che non partecipa da vicino alla querelle aperta da Renzi, a giustificare la delega ai servizi c’è “l’eccezionalità della sua carica - un premier pescato fuori dalla politica, senza partito, che governa sugli equilibri instabili di una coalizione”.

Inoltre Conte punta a usare tutte le norme dello stato che affidano “in via esclusiva” al capo del governo l’alta direzione e la responsabilità della politica dell’informazione per la sicurezza, l’apposizione e la tutela del segreto di Stato, la nomina e la revoca del direttore e dei vicedirettori del Dis (Dipartimento per le informazioni della sicurezza), e delle altre agenzie, si legge su La Stampa.

Renzi punta ai Trasporti

E se Renzi punta a riprendere la sua figura di rottamatore, secondo La Stampa, Italia viva ha come obiettivo il ministero dei Trasporti da assegnare o al coordinatore nazionale Ettore Rosato o ala capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi. “Una poltrona che fa gola anche per le numerose nomine (a partire dalle Ferrovie dello Stato) dei prossimi mesi, e per gli innumerevoli miliardi di progetti del Recovery che passeranno da lì”, scrive il quotidiano torinese.

Elezioni o Draghi

Per il Pd Goffredo Bettini, però, il governo Conte “andrà avanti. Non ci sono alternative. Ricordo poi che fino a ora il governo ha lavorato bene”, altrimenti l’unica ipotesi ulteriore sono le urne ed è possibile che Pd e M5S confermino la loro alleanza.

Un altro piano che rimane in piedi, a parte le urne durante l'emergenza coronavirus, resta il governo Draghi che avrebbe di certo l'appoggio di Forza Italia, forse anche della Lega.

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