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Il Cts rigetta le linee guida delle regioni: funivie come autobus, in forse la riapertura del 7/1

© Sputnik . Viktor Onuchko / Vai alla galleria fotograficaTurismo invernale sulle Alpi
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A rischio l'intera stagione invernale. In un documento gli scienziati del comitato tecico-scientifico pongono nuove condizioni per la riapertura degli impianti da scii.

Il Comitato tecnico scientifico(Cts) in un documento boccia le linee guida delle regioni per la riapertura degli impianti da scii, giudicate insufficienti. Gli esperti indicano due condizioni cruciali per la riapertura delle piste: 

  • il territorio dovrà essere in zona gialla;
  • dovrà avvenire una rivalutazione epidemiologica.

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Il documento, menzionato da Repubblica, prevede che oltre alle limitazioni sulla portata di funivie e seggiovie dovranno essere definiti dei criteri chiari per la vendita degli skypass, che dovrà avvenire per prenotazione, al fine di evitare code e assembramenti. 

Impianti di risalita

Il Cts equipara gli impianti ai normali mezzi di trasporto pubblico per cui è prevista una capienza massima pari al 50% per funivie e telecabine chiuse, che arriva sino al 100% per gli impianti scoperti come le seggiovie, ma con l'obbligo di mascherina e il divieto di abbassare la calotta protettiva. 

A quest'ultimo divieto fa eccezione il maltempo ma, in questo caso, la capienza verrebbe ridotta al 50%. 

A rischio l'intera stagione

La bocciatura del Cts potrebbe far saltare l'intera stagione invernale, nel caso in cui per l'intero mese di gennaio gli impianti dovessero restare aperti. 

"Siamo consapevoli che non sarà possibile aprire il 7 gennaio, vista la situazione sanitaria sul nostro Paese e la pressione sui servizi sanitari, ma per le nostre aziende l’avvio della stagione potrebbe avere senso solamente entro gennaio, o al massimo entro i primi giorni di febbraio, perché per far partire le nostre attività non basta girare una chiavetta e non possiamo metterci in moto e garantire tutte le condizioni di sicurezza per poche settimane soltanto”, ha detto a Repubblica  Valeria Ghezzi, presidente dell'Anef, l'associazione italiana impianti a fune. 

Austria chiude per mancanza di sciatori

In controtendenza l'Austria, dove le piste da scii sono state chiuse non per restrizioni imposte dallo Stato ma per la mancanza di sciatori.

Come la Ski Area Mölltaler, un'enorme area dedicata allo scii e agli sport invernali, aperta tutto l'anno e che comprende 17,4 km di piste e 9 impianti di risalita.

La stazione aveva inaugurato la stagione il 24 dicembre ma gli sciatori non si sono visti, costringendo alla chiusura immediata. 

“Purtroppo dobbiamo informarvi che le Mölltaler Gletscherbahnen e le Hochgebirgsbahnen Ankogel cesseranno di funzionare il 27 dicembre 2020 a causa della difficile situazione attuale. Ci scusiamo con tutti gli appassionati di sport per questa decisione a breve termine e ringraziamo tutti gli ospiti che hanno trascorso con noi gli ultimi giorni", ha annunciato la società.

"Forniremo per tempo ulteriori informazioni sulla riapertura sulla nostra homepage e sui nostri social network“, si legge in un post di Facebook.

Al momento i gestori non hanno specificato se la chiusura riguarderà l'intera stagione invernale o sarà solo temporanea.

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