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Emergenza Covid nelle carceri, oggi visita a Rebibbia di Bernardini (Radicali) e Giachetti (Iv)

© AP Photo / Antonio CalanniRivolta in carcere San Vittore a Milano
Rivolta in carcere San Vittore a Milano - Sputnik Italia
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Bernardini è stata ricevuta nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio che precedentemente è stato in visita nel carcere romano di Regina Coeli. I radicali denunciano da settimane come il sovraffollamento delle carceri renda "esplosiva" la situazione a fronte della pandemia di Covid-19.

In un appello al governo i radicali italiani hanno chiesto "misure immediate" per far fronte a una situazione "che sta diventando in queste ore letteralmente esplosiva", sottolineando che "se è difficile per chiunque vivere in questo periodo con i provvedimenti di contenimento del virus, lo è a maggior ragione per chi vede ristrette le sue libertà, chi è detenuto".

"La decretazione d’urgenza, spesso utilizzata a sproposito, qui potrebbe consentire il temporaneo ampliamento delle misure alternative al carcere e, a livello delle singole strutture, si dovrebbero estendere di molto le possibilità di contatti telefonici con famigliari e amici che oggi non possono andare a trovare chi è in carcere", si legge nell'appello.

Oggi, rispettando la tradizionale visita nelle carceri del partito radicale in occasione delle festività, Bernardini si è recata in visita nel carcere di Rebibbia insieme a Giachetti.

​Tre giorni fa Bernardini è stata ricevuta dal premier, a cui ha illustrato la necessità di ridurre la popolazione carceraria, per permettere la gestione dell’eventuale contagio con numeri limitati. 

Conte in visita a Regina Coeli

All'indomani dell'incontro con Bernardini, Conte si è recato a Regina Coeli "per fare gli auguri di Natale", dando così "un segnale di vicinanza alla popolazione detenuta e a tutti coloro che in carcere lavorano", ha detto il Garante Nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, presente all'incontro.

"La visita di Conte è durata circa un’ora, nel corso della quale il premier ha incontrato i rappresentanti della Polizia Penitenziaria ed un gruppo di detenuti", ha riferito il sindacato della polizia penitenziaria Sappe.

Poco meno di 53.000 detenuti nella carceri italiane​

Sono poco meno di 53.000 le persone presenti nelle carceri italiane, secondo i dati del ministero della Giustizia. 

"Sono dati poco incoraggianti rispetto alla diffusione del virus, che richiede invece – come più volte ribadito – la possibilità di individuare spazi all’interno degli Istituti per garantire quella indispensabile esigenza di separazione e isolamento non sempre assicurata", ha dichiarato la scorsa settimana il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà.

"Riguardo al Covid si registrano alcuni focolai negli Istituti di Trieste, Milano-Opera, Milano San Vittore, Bollate, Monza, Busto Arsizio, Bologna, Sulmona, Regina Coeli a Roma e Napoli-Secondigliano" ha aggiunto.

Covid: positivi 943 detenuti e 677 agenti

Al 22 dicembre, sempre secondo i dati del ministero di Giustizia, erano 943 i detenuti positivi, di cui 877 asintomatici, e 677 gli agenti di polizia contagiati. Nei giorni scorsi sia il portavoce dei Garanti regionali dei diritti dei detenuti, Stefano Anestesia, che i sindacati della polizia penitenziaria hanno lanciato appelli al governo perché detenuti e personale della polizia penitenziaria vengano inclusi nel piano di vaccinazione nazionale al via nelle prossime settimane. 

Bernardini ha contestato i dati della Giustizia sul sovraffollamento

Nei giorni scorsi l'esponente radicale ha dichiarato che il sovraffollamento nelle carceri italiane non sarebbe al 105,5%, come dai dati presentati dal ministro Bonafede, ma al 115%, perché 4mila posti sarebbero inagibili.

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