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Etna, continua l'attività eruttiva: esplosioni ed emissioni di cenere dal cratere Sud-Est

© Foto : Clara StatelloL'Etna erutta: fontane di lava dal cratere Sud-Est
L'Etna erutta: fontane di lava dal cratere Sud-Est - Sputnik Italia
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L'istituto di geofisica e vulcanologia di Catania ha registrato un intenso boato del vulcano nella tarda serata di mercoledì. L'attività esplosiva è ripresa questa mattina nel versante sud-orientale.

L'eruzione dell'Etna continua quasi incessantemente dopo aver illuminato le scorse notti con fontane e fiumi di lava incandescente. Questa mattina l'attività esplosiva si è gradualmente intensificata a partire dalle 8.30, con emissione dei ceneri dal cratere Sud-Est del Mongibello. 

Gli esperti hanno osservato deboli oscillazioni dell'ampiezza media del tremore dei condotti magmatici interni del vulcanico, senza variazioni significative, cosa che dovrebbe tranquillizzare dalla possibilità di terremoti legati alla risalita del magma. 

Un boato nella notte

Un fortissimo boato è stato avvertito fino a Catania mercoledì sera verso le 23.30, talmente potente da aver fatto tremare vetri delle finestre. Su questo fenomeno il vulcanologo dell'INVG Catania, Boris Behnke, ha voluto tranquillizzare la popolazione locale con un post di Facebook. 

"Il segnale infrasonico più grosso che io abbia visto in 12 anni che faccio turni, e anche i colleghi che erano di turno prima di me dicevano che non avevano mai visto un segnale simile", ha scritto il vulcanologo.

"Tutto ciò però non significa niente di grave, il peggior effetto di esplosioni così rumorose è che può disturbare il sonno, e finisce qui. Dal 22 dicembre sera, si susseguono queste esplosioni al Cratere di Sud-Est, che ho anche fatto vedere in due post del 23 dicembre, e questa è stata un po' più forte delle altre. Esplosioni di questo tipo sono tipiche in periodi fra un parossismo e l'altro", ha specificato.

Resta alta la preoccupazione nei paesi dell'hinterland dopo il terremoto che ha scosso la Sicilia sud-orientale, martedì sera di magnitudo 4.4 e ipocentro 30 chilometri al largo di Scoglitti in provincia di Ragusa. Un sisma originato da una frattura della faglia ibleo-maltese, che non ha nulla a che vedere con l'eruzione vulcanica, ma che non può non riportare alla mente la scossa del 26 dicembre 2018, che distrusse il borgo di Fleri e altri comuni pedemontani in provincia nel catanese. 

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