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Recovery Plan, Conte: "Non indugiare oltre, sintesi dopo Natale"

© Alexandros MichailidisIl premier Conte al Consiglio Europeo
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In un'intervista che andrà in onda stasera a 'Porta a Porta' il premier parlerà diffusamente del Recovery Fund e della crisi che ha generato in seno alla maggioranza.

Fine anno di lavoro per la maggioranza, che si dedicherà a trovare una sintesi finale in merito al Recovery Plan. 

"Non possiamo permetterci di ritardare. Per questo ho invitato tutte le delegazioni di maggioranza ad affrettare l'esame della documentazione e ritrovarci già tra Santo Stefano e  Capodanno per trovare la necessaria sintesi. Dobbiamo andare avanti e non dobbiamo indugiare oltre. Ora dobbiamo correre e ci deve essere la sintesi finale", ha detto infatti il premier Conte a 'Porta a Porta'.

Riguardo la questione dei manager il Presidente del Consiglio ha fato notare che "abbiamo una capacita amministrativa di spendere risorse  pubbliche molto modesta, tanti fondi li perdiamo, non riusciamo investirli" e, sempre in chiave gestionale, ha sottolineato che "pensare che non ci sia una struttura di monitoraggio che dialoga con le strutture, che monitori e coordini tutto questo [le migliaia e migliaia di cantieri che verranno aperti], è impensabile".

Il premier, relativamente al Revovery, ha detto che sono previsti "15-16 miliardi di partenza" da dedicare alla sanità "e io sono disponibile a rinforzare anche gli investimenti. 

Conte si è espresso anche sul Mes

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"Se attivarlo o meno è prerogativa del Parlamento. I 36 miliardi ci porterebbero ad  accumulare deficit, quindi ricadrebbero sul debito pubblico. Se noi li intendessimo come spese  aggiuntive per la sanità lasceremmo un fardello non da poco alle prossime generazioni", ha detto Conte, invitando a tenere conto "del quadro di finanza pubblica. Non possiamo lasciare un debito fuori controllo alle generazioni future".

L'intervista si è anche soffermata sul tema della recente crisi formatasi in seno alla maggioranza.

"Non dico che aria di crisi non c'è stata. Dico semplicemente che la crisi non è nelle mie mani. In questi giorni ho parlato poco ma ho sempre chiarito che si va avanti se c'è la fiducia di ciascuna forza che sin qui ha sostenuto la maggioranza. Non una fiducia astratta e collettiva, ma di tutte le forze", ha spiegato il Presidente del Consiglio.

Conte ha aggiunto di aver "dimostrato in mille occasioni che sono qui a lavorare per l'interesse del Paese. Mi siedo attorno al tavolo su tutto, a me interessa trovare soluzione ma qualsiasi altra soluzione che non sia nell'interesse del Paese non mi interessa" e ha concluso dicendo che "se le forze politiche mi chiedono il rinnovamento della squadra si valuta. Io ho fatto un incontro e tutti hanno detto che non c'è questa necessita, se ci sarà la valuteremo insieme", le sue parole.

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