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Inail, 100 mila denunce di contagio Covid-19 sui luoghi di lavoro

© Sputnik . Ilya PitalevMedico in un reparto Covid
Medico in un reparto Covid - Sputnik Italia
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Impennata di denunce di contagio da Covid-19 sui luoghi di lavoro in novembre, il settore sanitario il più colpito con il 68,7% delle denunce.

Alla data del 30 novembre sono 104.328 le denunce arrivate all’Inal di contagi sul lavoro da Covid-19. Lo scrive l’ente per la sicurezza sui luoghi di lavoro nel nuovo rapporto curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, che evidenzia come negli ultimi due mesi vi sia stato un vero picco.

Al 31 ottobre, infatti, risultavano 66.781 denunce e da quella data, in un solo mese, i casi sono aumentati di 37.547.

“La ‘seconda ondata’ delle infezioni da Covid-19 ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi di origine professionale, con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile”, scrive l’Inail.

Ma non è tutto, perché secondo l’ente “il divario è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie”.

I decessi a seguito del contagio sono 366, di cui la metà si è verificata ad aprile mentre nel mese di novembre i decessi segnalati sono 20.

Si denuncia più al nord che al sud

L’Inail fa notare che il 50,3% delle denunce arriva dal nord Italia, il 13,7% dal centro e l’11,1% dal sud, mentre dalle isole il 3,9%.

Per quanto riguarda il dato provinciale è Milano quella da cui proviene il numero maggiore di denunce con l’11,9% del totale, seguita da Torino (7,6%), Roma (4,2%) e Napoli (3,9%), mentre Brescia rappresenta il 3,2% delle denunce e Genova il 2,8%, seguono Varese (2,7%) e Bergamo (2,6%).

Se però si analizzano i dati in termini relativi, i maggiori aumenti li fanno registrare i territori del sud Italia, tra cui Reggio Calabria, Caltanissetta, Caserta e Salerno, dove i casi sono triplicati rispetto alla rilevazione di ottobre.

Da dove provengono le denunce

7 denunce su 10, riporta l’Inail, provengono dal settore della sanità e dell’assistenza sociale.

Case di cura, ospedali, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili, rappresentano il 68,7% del totale delle denunce e il 23,7% dei casi mortali.

Tra gli altri settori colpiti troviamo al secondo posto i servizi di supporto alle imprese, quindi vigilanza privata, pulizia e call center. Segue il comparto manifatturiero, tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare, quindi le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il commercio.

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