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Giudice Rosario Livatino beato, lo ha deciso Papa Francesco

© Sputnik . Giampiero Sposito / Vai alla galleria fotograficaLa messa di Pasqua in Vaticano
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Il giudice Rosario Livatino sarà beato, lo ha deciso il Papa accogliendo la richiesta della Congregazione per la Causa dei Santi al termine del processo canonico.

Definito dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga il “giudice ragazzino”, e ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990, il giudice Rosario Livatino, che all’epoca dei fatti aveva 38 anni, diventerà beato per volere di papa Francesco.

La Congregazione delle Cause dei santi ha infatti riconosciuto nella vita del giudice virtù cristiane eroiche.

Secondo la Chiesa, quindi, non fu solo ucciso in quanto giudice impegnano nella lotta alla mafia siciliana ma anche “in odio alla fede” scrive il Vatican News.

Francesco ne riconosce così il martirio, la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro e per l’attualità delle sue riflessioni.

Il servo di Dio Rosario Livatino dedicò la sua vita alla giurisprudenza e allo studio del fenomeno mafioso, riuscendo a ricreare le trame che si muovevano nell’ombra. Per questo la Stidda siciliana lo uccise, quando ormai era diventato un giudice troppo scomodo, uno che “non si faceva i fatti suoi”.

In odium fidei per la testimonianza di uno dei mandanti

Come riporta l’Ansa, si è potuti procedere al riconoscimento del martirio “in odium fidei”, in odio alla fede, perché uno dei quattro mafiosi riconosciuti mandanti del suo omicidio, ha testimoniato durante la seconda fase del processo di beatificazione che decisore di ucciderlo proprio perché conoscevano quanto fosse attaccato alla fede e giusto, e per questo non poteva essere un giusto interlocutore della criminalità. Non era cioè un giudice corruttibile.

La polemica

Come riferisce Il Fatto Quotidiano, i cittadini di Canicattì dove il corpo del giudice è sepolto, non vogliono che le sue spoglie vengano traslate nel duomo di Agrigento.

I cittadini di Canicattì vogliono che il loro santo resti tra loro, lì dove è nato il 3 ottobre del 1952 e lì dove è morto, lungo la strada che conduce da Canicattì ad Agrigento.

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