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Cashback, il ministero dell'Economia replica alla Bce: "Rilievi infondati"

© AP Photo / Mark Lennihan, FileCarte di credito
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La missiva arrivata da Francoforte nei giorni scorsi aveva bocciato la misura introdotta dal governo italiano per limitare i pagamenti in contanti. Per la Bce il cashback di Stato è una "misura sproporzionata". E chiede a via XX Settembre di chiarire in che modo "limiti l'evasione fiscale". Ma il governo replica: "Rilievi infondati".

La Bce boccia il cashback di Stato. Secondo il numero due dell’Eurotower, Yves Mersch, che lo scorso 14 dicembre ha inviato una comunicazione formale al governo di Giuseppe Conte, il programma lanciato dall’esecutivo sarebbe “sproporzionato” e potrebbe avere un “potenziale effetto negativo sul sistema di pagamento in contanti, in quanto compromette l'obiettivo di un approccio neutrale nei confronti dei vari mezzi di pagamento disponibili”.

Insomma, promettendo un rimborso del 10 per cento per chi paga i suoi acquisti unicamente con carte di credito o bancomat, secondo Francoforte, si limità la libertà di chi ai pagamenti elettronici preferisce i contanti.

Dalla Bce, quindi, interrogano il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e lo stesso premier Conte sul modo in cui “il meccanismo di cashback consenta, di fatto, di conseguire la finalità pubblica della lotta all'evasione fiscale”.

Da via XX Settembre, secondo quanto riferisce il Giornale, hanno già replicato dicendo che i rilievi della Banca centrale europea sarebbero “infondati”.

Il cashback, infatti, dicono fonti del ministero guidato da Gualtieri, “non limita minimamente l'utilizzo del contante né penalizza chi lo usa, ma tende unicamente a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici”. Il nodo dell’efficacia sulla lotta all’evasione, però, non è stato chiarito.  

Il punto, secondo la Bce, è che la misura introdotta dal governo italiano sarebbe una “invasione di campo”. La tutela monetaria dell’euro, infatti, è di competenza esclusiva della Bce.

Il governo italiano, quindi, scrivono da Francoforte, sarebbe stato tenuto “a consultare la Bce su progetti di disposizioni legislative che rientrino nelle sue competenze, comprese, in particolare, quelle relative a mezzi di pagamento”.

Ma l’irritazione, secondo gli esperti, è dovuta anche all’entità dei rimborsi: 4,75 miliardi di euro che sono stati stanziati ricorrendo all’emissione di titoli di Stato acquistati proprio dalla Bce, nel quadro degli interventi per far fronte alla crisi.

Soldi che, nota ancora il Giornale, verranno utilizzati per imporre una “tassa implicita sul denaro contante”, con il risultato di aumentare la moneta in circolazione.

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