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Tesoro USA: l'hacking ha colpito i sistemi non classificati, sicuri quelli classificati

© AFP 2021 / Paul J. RichardsLa sede del Tesoro USA a Washington
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La scorsa settimana i funzionari statunitensi hanno confermato che la società SolarWinds è stata violata da un grave attacco hacker durato mesi. Poco dopo Washington ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie in cui si insinuava il coinvolgimento di Russia o Cina. Entrambi hanno negato qualsiasi illecito.

Il Segretario al Tesoro Steve Mnuchin ha detto che l'hacking di SolarWinds ai danni del Tesoro degli Stati Uniti ha colpito i sistemi non classificati dell'agenzia, mentre i suoi sistemi classificati rimangono al sicuro.

"A questo punto non vediamo alcuna intrusione nei nostri sistemi classificati. L'accesso è stato effettuato ai nostri sistemi non classificati. Assicuro che tutto è completamente sotto controllo", ha detto lunedì Mnuchin parlando alla CNBC.

Funzionari statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni contraddittorie sulla gravità dell'hacking, che secondo quanto riferito ha preso di mira il software Orion di SolarWinds e ha consentito ai criminali informatici di accedere ai dati del governo e dei clienti aziendali, tra cui il Tesoro, i Dipartimenti della sicurezza interna, dello Stato, della salute e dei servizi sociali, Energia, Difesa, Commercio e Agricoltura, nonché governi statali e locali, Cisco Systems, Equifax, Microsoft e un think tank finora rimasto ignoto.

Gli USA incolpano Russia e Cina

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha incolpato la Russia per l'attacco, dicendo che c'erano segni che tale Paese fosse "abbastanza chiaramente" responsabile, anche se non ha presentato alcuna prova. Il presidente Donald Trump, nel frattempo, ha fatto altrettanto con  la Cina, liquidando la narrativa "Russia, Russia, Russia" come la "solita solfa quando succede qualcosa perché il 'lamestream' è, per ragioni principalmente finanziarie, pietrificato nel  discutere la possibilità che possa essere Cina".

Lunedì il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha respinto le accuse di hacking, accusando i funzionari statunitensi che incolpano Mosca di perpetrare "il tipo di russofobia cieca a cui si ricorre in seguito a qualsiasi incidente". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha reagito in modo simile, accusando gli Stati Uniti di "politicizzare" la questione della sicurezza informatica e di gettare fango su Pechino "nel tentativo di offuscare l'immagine della Cina".

L'attacco hacker è assurto a un ulteriore livello di complessità a seguito delle voci secondo cui anche Dominion Voting Systems - la società di macchine per il voto che lo staff di Trump ha accusato di brogli elettorali - sarebbe stata violata. I rumors hanno spinto la società a rilasciare una dichiarazione in cui afferma di non utilizzare la piattaforma SolarWinds Orion. Tuttavia Dominion utilizza il software FTP di SolarWinds e, a quanto pare, ha tentato senza successo di prendere le distanze dalla società di software.

Ad agosto il crittografo e informatore della National Security Sgency (NSA) Bill Binney ha dichiarato in un'intervista rilasciata a 'Sputnik' che le agenzie di intelligence statunitensi hanno la capacità tecnica di falsificare gli attacchi hacker per farli sembrare provenienti dalla Russia, dalla Cina e da una miriade di altri Paesi.

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