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Mediaset ora punta al primo "polo europeo della tv"

© AP Photo / Antonio CalanniMediaset TV, Cologno Monzese
Mediaset TV, Cologno Monzese - Sputnik Italia
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La battaglia legale con Vivendi e la crisi economica non fermano l'azienda di Pier Silvio Berlusconi che, intervistato dal Corriere, annuncia una crescita del +4 per cento rispetto al 2019. E ora Mediaset punta alla nascita del primo "polo televisivo europeo".

È un bilancio che si chiuderà in positivo, quello di Mediaset, la più importante emittente televisiva privata italiana. Un ottimo risultato per il 2020, raggiunto al netto degli effetti nefasti della pandemia sul mercato e della battaglia legale con il socio francese Vivendi.

"Nel secondo semestre cresceremo in Italia del +4% rispetto al 2019, con un’accelerazione al +6-7% negli ultimi due mesi”, ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato dell’azienda fondata dal padre Silvio, in una lunga intervista al Corriere della Sera. Un traguardo conseguito grazie alle “scelte di programmazione” che hanno consentito a Mediaset di generare, da sola, “oltre la metà dei contatti pubblicitari prodotti da tutte le televisioni".

"Dopo i primi mesi dell’anno pensavamo di poter solo limitare le perdite – confessa Pier Silvio Berlusconi al Corriere - ci siamo mossi alla velocità della luce: con decisione e orgoglio tutta la nostra azienda ha capito il momento eccezionale, e ora potremmo chiudere l’anno addirittura con un utile importante, forse sorprendente”.

“Abbiamo migliorato – continua - di oltre 260 milioni di euro le previsioni del budget costi del Gruppo”. E ancora: “La posizione finanziaria netta consolidata migliorerà di circa 200 milioni di euro nonostante i nuovi importanti investimenti come quello che abbiamo fatto nella tv tedesca Prosiebensat".

Silvio Berlusconi - Sputnik Italia
Silvio Berlusconi dona 10 milioni alla sua Regione Lombardia

Resta in piedi, quindi, nonostante le difficoltà, l'obiettivo della nascita del “primo polo televisivo europeo”. “Il virus – ha spiegato ancora l’ad di Mediaset - ci ha costretti a una vita diversa, ma ci ha anche confermato che quello che stavamo facendo tra informazione e intrattenimento diventava sempre più centrale per le persone".

La crisi economica prodotta dal Covid non ha però risparmiato l’azienda che ad aprile ha subito un crollo record del 50 per cento delle entrate pubblicitarie. Il segreto per reagire in una fase così delicata, ha spiegato Berlusconi junior è stato “guardare al futuro, difendere l’azienda, difendere l’occupazione".

Difendere, in sostanza, i “media tradizionali”, gli unici ad assicurare un'informazione corretta, davanti all’avanzata dei "mostri del web" che, attacca l’amministratore delegato di Mediaset, “sfuggono a qualsiasi controllo fiscale e di trasparenza”, danneggiando di conseguenza “tutti i media”.

Pier Silvio Berlusconi, infine, è intervenuto sulla cosiddetta norma “salva-Mediaset” che congela di fatto per altri sei mesi una potenziale scalata ostile dei francesi di Vivendi. "Il Parlamento si preoccupa di tutelare il sistema dei media e delle tlc nazionali come si fa in tutto il mondo ed è inaccettabile che quelle preoccupazioni vengano marchiate, strumentalizzate, per motivi solo di propaganda politica", ha commentato l’imprenditore.

"Lo Stato – ha concluso - ha solo acceso un faro perché si possono innescare posizioni dominanti estere o scalate illecite, e si grida allo scandalo? Come si fa a pensare che le parole di ministri come Patuanelli e Gualtieri, i cui orientamenti politici sono noti, possano essere guidate dagli interessi di una sola azienda?”.

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