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La solitudine può aiutare a sviluppare le parti del cervello legate all'immaginazione

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Con tutti i suoi aspetti negativi, l'isolamento può anche stimolare le aree del cervello che controllano la creatività, secondo un nuovo studio. Il suo effetto sulle persone anziane a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer deve ancora essere chiarito.

Pubblicato nel contesto del confinamento e di altre restrizioni che limitano il contatto, un nuovo studio mostra come la solitudine potrebbe aiutare a consolidare le strutture cerebrali legate all'immaginazione, suggerisce uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista Nature Communications.

Le persone singole hanno maggiori probabilità di avere una maggiore attività nelle aree del cervello legate ai ricordi, pensando agli altri e pianificando per il futuro, hanno concluso i ricercatori.

Maggiore volume di materia grigia

Hanno supposto che la "modalità predefinita" del cervello, che si attiva quando si dà libero sfogo ai propri pensieri, è probabile che subisca cambiamenti legati alla solitudine.

In effetti, i legami tra queste aree si rafforzarono e il volume di materia grigia era maggiore che nelle persone che non erano sole, mostra il loro studio.

Le interazioni sociali, tuttavia, sono cruciali per la sopravvivenza e la soddisfazione, con gli esseri umani che sono un "animale ultra-sociale", notano i ricercatori. Pertanto, la mancanza di un sufficiente impegno sociale può portare a significativi problemi fisici e psicologici. Un senso di solitudine è stato associato a rischi per la salute.

Lo studio ha dimostrato che gli adulti solitari hanno circa 1,64 volte più probabilità di sviluppare demenza rispetto a quelli che non sono soli. I ricercatori hanno analizzato le immagini del cervello di 40.000 persone, utilizzando un database britannico contenente informazioni biomediche. I partecipanti a questo studio, di età compresa tra 40 e 69 anni, hanno compilato questionari chiedendo, tra le altre cose, se si sentissero soli o meno.

Benefici e rischi

I ricercatori hanno quindi confrontato le scansioni MRI di persone che si consideravano sole con coloro che non sentivano la solitudine su base regolare.

Sebbene parti del cervello responsabili della creatività e del pensiero possano svilupparsi durante la solitudine, è probabile che altre parti sociali del cervello possano atrofizzarsi a causa dell'inattività, lo studio presuppone.

Perché l'isolamento sociale, o la solitudine, di solito influisce sulla salute fisica e mentale, sulle prestazioni cognitive e aumenta la vulnerabilità alla demenza correlata alla malattia di Alzheimer.

Lo studio in questione potrebbe quindi aiutare gli scienziati a capire meglio come l'isolamento sociale potrebbe alterare la struttura del cervello, colpendo le persone a rischio di malattia di Alzheimer man mano che invecchiano, ma sono necessarie ulteriori ricerche.

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