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FSB: ultimo video di Navalny sarebbe impossibile senza il supporto dell'intelligence straniera

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaAlexey Navalny
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All'inizio di questo mese 'Bellingcat' e altri media statunitensi ed europei hanno pubblicato un rapporto sul presunto avvelenamento di Alexei Navalny, sostenendo che una "unità d'élite" di agenti dell'FSB fosse coinvolta nell'operazione. Il presidente Putin ha respinto le accuse di avvelenamento, definendole un "trucco" contro la leadership russa.

L'ultimo video di Alexei Navalny sul presunto complotto per assassinarlo consiste in una provocazione pre-pianificata contro il Servizio di sicurezza federale (FSB) e il suo staff, e non sarebbe stato possibile realizzarlo senza il supporto organizzativo e tecnico dei servizi di intelligence stranieri; questo è quanto dichiarato lunedì dall'agenzia di intelligence russa in un comunicato.

"L'uso del metodo di sostituzione del numero dell'iscritto è una tecnica ben nota dei servizi speciali stranieri - precedentemente testata più di una volta in azioni anti-russe - che consente di escludere la possibilità di identificare i reali partecipanti alla conversazione", ha detto il servizio stampa dell'FSB.

All'inizio della giornata Navalny aveva infatti pubblicato un video sul suo canale YouTube di una presunta conversazione telefonica con un agente dell'FSB, in cui un uomo identificato come Kudryavtsev ha delineato i dettagli su come sia stato avvelenato, arrivando a dire che l'agente nervino Novichok usato per tentare di ucciderlo sia stato messo nelle sue mutande. Navalny ha confermato che la chiamata era camuffata come se fosse in arrivo dal quartier generale dell'FSB e che lui si è comportato come se fosse un membro del servizio segreto.

Nella sua dichiarazione, l'FSB ha etichettato la chiamata come un "falso" e ha affermato che è stata organizzata un'indagine per valutare la situazione.

Tramite il video di lunedì Navalny per la seconda volta in due settimane ha accusato l'FSB di aver tentato di ucciderlo usando il Novichok. La scorsa settimana - citando le indagini dei mass media 'Bellingcat', 'CNN', 'Der Spiegel' e 'The Insider' - ha affermato che una "unità d'élite" dell'FSB composta da sei e dieci agenti lo seguiva dal 2017, accompagnandolo segretamente durante i suoi viaggi attraverso Russia, alla fine probabilmente avvelenandolo a Tomsk.

I funzionari russi hanno ripetutamente respinto le accuse di avvelenamento e il co-creatore del Novichok, Leonid Rink, ha detto a settembre a 'Sputnik' che Navalny sarebbe stato morto prima di raggiungere il suo aereo se fosse stato veramente avvelenato in questo modo. Gli osservatori hanno anche messo in dubbio la narrativa di Navalny sulla sua fuga dalla Russia, chiedendo perché, se il Cremlino ha cercato di ucciderlo, gli abbia concesso di lasciare il Paese e di essere portato in Germania per le cure.

A ottobre il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di aver approvato personalmente la revoca delle restrizioni ai viaggi nei confronti di Navalny dovute a un procedimento penale contro di lui, acconsentendo al suo trasferimento in Germania a seguito di un appello della moglie dell'oppositore.

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