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Federmoda, con il lockdown di Natale 20mila negozi rischiano di chiudere per sempre

© Sputnik . Evgeny UtkinLe vetrine dei negozi decorate per il Natale
Le vetrine dei negozi decorate per il Natale - Sputnik Italia
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Federmoda Italia lancia l'allarme: "Con le nuove chiusure si perdono entrate importanti e in 20mila rischiano di abbassare la serranda". In bilico anche 50mila posti di lavoro. L'appello al governo: "Aiuti le imprese con sostegni congrui alle perdite effettive".

Con il lockdown natalizio almeno 20mila negozi di abbigliamento, calzature e accessori, su 115mila, rischiano di abbassare definitivamente la serranda.

A lanciare l’allarme è FedermodaItalia-Confcommercio che raccoglie il grido di dolore di migliaia di imprese. Le restrizioni introdotte dal decreto di Natale determineranno, secondo le stime della stessa organizzazione, un calo importante del fatturato, a fronte di un crollo di oltre 20 miliardi di euro di consumi.

Se queste previsioni dovessero realizzarsi a saltare potrebbero essere oltre 50mila posti di lavoro sui 310 mila complessivi di tutto il comparto. “La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo decreto”, spiega in una nota il presidente di FederazioneModaItalia-Confcommercio, Renato Borghi.

Con le chiusure della vigilia di Natale e quelle di fine anno si perdono, secondo l’organizzazione, delle entrate importanti per i negozi. Non solo. “Ancor più grave è la perdita – continua Borghi - dell’inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle nostre aziende senza avere utili”. “Se viene a mancare anche quella – denuncia - possiamo solo chiudere”.

Per il presidente di Federmoda Italia l’intero settore ormai è in ginocchio e necessita di un sostegno da parte delle istituzioni. “I nostri imprenditori si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri – spiega Borghi - fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimità”.

“E se il Governo – aggiunge - ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata”. “Ma così – conclude - non si resiste più”.

Le imprese del settore chiedono all'esecutivo di poter “ripartire”. “Per farlo – si legge nella nota dell’organizzazione – occorre che il governo accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perché altrimenti non saranno più recuperabili”.

L’appello, infine, è ai consumatori. In un momento di crisi i commercianti chiedono “scelte d’acquisto sempre più consapevoli e sostenibili”. Tradotto: “Acquisti sotto casa e nei negozi di fiducia”.

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