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A Natale gli italiani porteranno in tavola 70 milioni di chili di pasta

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Lo afferma uno studio dell'Unione Italiana Food. A determinare l'aumento delle vendite nei supermercati e alimentari è la chiusura dei ristoranti. Ma secondo la Coldiretti il lockdown natalizio farà diminuire di oltre il 30 per cento la spesa per la tavola delle feste.

Quello che sta per arrivare sarà un Natale all’insegna del distanziamento e delle restrizioni. Ma non per questo gli italiani rinunceranno alla buona cucina. Anzi. Secondo l’Unione Italiana Food aumenteranno gli acquisti di pasta. Sulle tavole imbandite a festa quest’anno, ce ne saranno 70 milioni di chili, il 20 per cento in più rispetto all’anno scorso, si legge su Askanews.

Secondo la Coldiretti, infatti, quest’anno oltre cinque milioni di italiani che si preparavano a consumare il pranzo di Natale al ristorante hanno dovuto cambiare programma per via delle restrizioni. Una circostanza che ha fatto salire le vendite di prodotti come la pasta nei supermercati e negozi di alimentari.

L’ingrediente simbolo della tradizione culinaria del Belpaese, insomma, non può mancare, soprattutto durante le festività natalizie. Secondo i dati di Unione Italiana Food ad amare la pasta è il 98 per cento degli italiani che ne consumano all’anno 23,1 chili a testa.

Una passione, quella per la buona cucina, che ha conquistato quasi tutti durante il lockdown della scorsa primavera. Sempre secondo la ricerca di Doxa/Unione Italiana Food, a marzo e aprile il 39 per cento degli italiani si è cimentato ai fornelli preparando “ricette più elaborate”, sia che si tratti di piatti della tradizione, sia di ricette nuove con metodi di cottura diversi.

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Se aumenta il consumo di pasta, però, viceversa, secondo la Coldiretti, il lockdown natalizio fa “crollare drasticamente la spesa media degli italiani per i menu di Natale". La spesa per cenone e pranzo si è ridotta del 31 per cento ed è scesa ad un valore di 82 euro per famiglia secondo un’indagine di Coldiretti/Fondazione Divulga.

Secondo la stessa associazione si tratta di uno degli importi più bassi da almeno un decennio. Mentre resistono i prodotti della tradizione, con gli acquisti di spumante e panettone che fanno registrare un calo contenuto, crolla dell’80 per cento lo champagne, stappato soprattutto nei locali.

“La situazione di difficoltà – conclude la Coldiretti – si trasferisce a cascata sull’intera filiera agroalimentare, dall’industria all’agricoltura, con un drastico taglio degli acquisti di prodotti alimentari e bevande da portare in tavola”.
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