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Alitalia dimezzata: la newco partirà con la metà della flotta e del personale

CC0 / Pixabay / Aereo Alitalia
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Il piano industriale prevede di arrivare a 110 aeromobili e 9.500 dipendenti. Adesso la flotta è composta da 104 aerei e circa 10.500.

La partenza di Ita, la newco di Alitalia, sarà "snella", con una flotta iniziale di 52 aeromobili e 5.200-5.500 dipendenti. Il piano industriale presentato venerdì dai vertici della compagnia prevede di arrivare al 2025 con una flotta di 110 aerei e un personale di 9.500 unità. Insorgono i sindacati che chiedono l'intervento del ministero del Tesoro contro il taglio della metà di aerei e lavoratori. Attualmente la compagnia in Amministrazione straordinaria impiega 10.500 dipendenti con una flotta di 104 velivoli. 

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Il presidente di Ita, Francesco Caio ha spiegato che la parola d’ordine è quella di creare una compagnia sostenibile economicamente ancorata all'andamento del mercato. 

“Prudenza nel partire , ma ambizione nell’arrivare. Siamo qui con un obiettivo di medio periodo per creare un vettore competitivo. Un vettore con una crescita sostenibile nel medio periodo che abbia una capacità di sostenibilità, sia ambientale che economica”, ha detto Caio aprendo al conferenza stampa di presentazione dello schema di Piano industriale 2021-2025 di Ita, approvato dal cda, secondo quanto riporta Askanews.

Il piano industriale 

Il piano industriale si pone l'obiettivo ambizioso di arrivare al pareggio di bilancio entro il 2022 e al 2023 per gli utili operativi. A fine piano, nel 2025, la compagnia punta a una redditività pari al 7% con 3,4 miliardi di ricavi e una flotta di 110 aeromobili. Il 32% degli aerei sarà a  lungo raggio e 75% di velivoli di nuova generazione. L'occupazione verrà ridotta di mille unità rispetto alle attuali 10.500. 

Fiumicino sarà l'hub di riferimento mentre Linate verrà dedicato alla clientela business. 

Un capitolo importante del piano prevede partnership industriali, non solo finanziarie. I colloqui sono già in corso con le compagnie già coinvolte nelle precedenti trattative, come Lufthansa e Air France Klm. 

La reazione dei sindacati 

Il piano industriale fa infuriare i sindacati che chiedono un intervento coraggioso del ministero dell'economia. 

"Serve più coraggio da parte dell’azionista Mef per dare un indirizzo chiaro al cda e all’ad, visto che i 3 miliardi, investiti dal Governo sono stati stanziati per rilanciare Alitalia e tutto il trasporto aereo, non per licenziare", insorgono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA.

Il segretario nazionale ritiene di Filt Cgil, Fabrizio Cuscito, sottolinea che per un rilancio vero e duraturo non bisogna ridurre i collegamenti ma al contrario fare investimenti più consistenti sulle attività di lungo raggio, sui voli con il Nord America e con il mercato emergente dell’estremo Oriente.

“La base di partenza  deve essere la salvaguardia di tutti i posti di lavoro ed una flotta in grado di competere con le altre compagnie europee. Vogliamo sviluppo delle attività di volo, delle manutenzioni, dei servizi di handling e del cargo”, afferma in un comunicato segretario nazionale di Filt Cgil. 

 

 

 

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