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Mafia, arrestato Giuseppe Costa il carceriere del piccolo Di Matteo

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Giuseppe Di Matteo venne ucciso all'età di 15 anni su ordine di Giovanni Brusca, a termine di un sequestro durato tre anni. Il suo corpo venne gettato e sciolto nell'acido.

Torna in carcere Giuseppe Costa arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Trapani e dalla direzione investigativa antimafia, su ordinanza del gip Giuseppe Morosini. Dalle indagini condotte dalla Procura di Palermo è emerso che il carceriere del piccolo Di Matteo, dopo aver scontato la condanna in prigione per il suo ruolo nel sequestro-omicidio, è tornato a servizio dei boss di Trapani. 

Durante il blitz dei carabinieri è stata perquisita l'abitazione di Costa a Purgatorio di Custonaci (TP), la stessa casa che si era trasformata in una delle prigioni-bunker di Giuseppe Di Matteo. Quel domicilio tornato ad essere la base per la sua attività criminale. L'accusa mossa nei confronti di Giuseppe Costa è di associazione a delinquere di stampo mafioso, in quanto affiliato a Cosa Nostra. 

Secondo il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Francesca Dessì, Costa avrebbe favorito la moglie di Antonino D’Aguanno, di recente condannato per voto di scambio, candidata con l'Udc alle Regionali del 2017. 

Il sequestro-omicidio Di Matteo

Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia Santino, venne sequestrato all'età di 12 anni in un maneggio di Piana degli Albanesi, nel novembre 1993. Solo il 14 dicembre la madre si rivolse alle forze dell'ordine e denunciare la scomparsa, ma un messaggio venne recapitato immediatamente a casa Di Matteo. I boss facevano sapere che per "salvare la pelle" del piccolo Giuseppe la famiglia non avrebbe dovuto avvisare i carabinieri. Piuttosto il padre collaboratore di giustizia avrebbe dovuto ritrattare per intero la propria deposizione. 

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Il sequestro del piccolo Di Matteo durò tre anni, tre anni di calvario nel quale il bambino venne più volte trasferito di prigione in prigione, sino al suo carcere definitivo: una buca a San Giuseppe Jato dove trascorse gli ultimi 180 giorni della sua vita. 

Fu Costa a costruire il bunker dove Giuseppe Di Matteo era stato segregato. L'11 gennaio 1996 il bambino venne ucciso su ordine di Giovanni Brusca. I mafiosi fecero scempio del suo corpo, sciolto in una vasca di acido. 

Il boss diede l'ordine a Enzo Brusca, Vincenzo Chiodo e Giuseppe Monticciolo, dopo la sentenza di condanna all'ergastolo, raggiunta grazie alla confessione di Santino Di Matteo. 

Per il sequestro-omicidio, grazie alla confessione del pentito Spatuzza, vennero arrestati e condannati all'ergastolo Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Salvatore Benigno, Francesco Giuliano, Luigi Giacolone, Cataldo e La Rosa, Giovanni Brusca, Enzo Salvatore Brusca, mentre a Vincenzo Chiodo e Giuseppe Monticciolo sono stati inflitti 20 anni di carcere.

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