Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Turismo, nel 2020 persi 53 miliardi di euro, appello delle imprese a Mattarella

© Sputnik . Viktor Onuchko / Vai alla galleria fotograficaTurismo invernale sulle Alpi
Turismo invernale sulle Alpi - Sputnik Italia
Seguici su
Le imprese di Federturismo Confindustria hanno chiesto aiuto al Presidente della Repubblica, denunciando “misure totalmente inadeguate e insufficienti” adottate finora dal governo a sostegno del comparto, “prima industria italiana" ma "lasciata totalmente fuori dal Recovery Plan italiano”.

Le imprese del turismo, le più colpite dalla pandemia di coronavirus, chiudono il 2020 con 53 miliardi di euro in meno rispetto al 2019, a causa soprattutto della riduzione dei turisti stranieri in tutto l’arco dell’anno, che nei mesi estivi ha superato il 60%.

Stando all’analisi di Isnart-Unioncamere, anche i primi tre mesi del 2021 faranno registrare una perdita di ricavi di 7,9 miliardi di euro, a fronte di una riduzione del 60% dei flussi italiani e dell'85% di quelli internazionali.

Turismo vale il 13% del Pil e crea oltre 4 milioni di posti di lavoro

Nella lettera inviata a Mattarella si ricorda che “le imprese del turismo contribuiscono a formare il 13% del Pil nazionale e a creare più di 4 milioni di posti di lavoro”. Un “patrimonio di ricchezza nazionale” che rischia di scomparire a causa della crisi innescata dalla pandemia. 

“Ci rivolgiamo quindi a Lei, Signor Presidente, per chiederle aiuto. Il turismo non può restare fuori dalle priorità dell’Italia, non può continuare ad essere considerato un settore di secondaria importanza, quando nella realtà oggi è la prima industria del Paese. Gli interventi finora previsti per il settore sono totalmente inadeguati rispetto alla gravità della situazione”, si sottolinea nella lettera.

Solo 3 miliardi nel Recovery Plan, contro i 35 di Germania e i 15 di Francia

In una nota, Federturismo ha precisato che il settore è “un attivatore straordinario di filiere” e che “se non va il turismo soffre tutta l’economia nazionale”. Non a caso, ha aggiunto, “Germania e Francia, per fare due esempi, hanno stanziato rispettivamente 35 e 15 miliardi per il turismo nei loro Piani per il Recovery Fund”, mentre “l’Italia 3 miliardi insieme alla cultura”.

“Una disparità incomprensibile che ci condanna all’irrilevanza nei prossimi anni e mette a rischio la vita di migliaia di imprese e posti di lavoro”, ha aggiunto.

Franceschini: nel Recovery Plan progetti trasversali che riguardano il turismo 

“Anche io penso che siano pochi in assoluto ma il Recovery non è fatto per settori verticali e ministeriali, è fatto per progetti trasversali”, ha ammesso il ministro per i Beni culturali e il Turismo, Dario Franceschini, intervenuto ieri al convegno online “Turismo prossimo venturo: il rilancio riparte dai territori”.

Il ministro ha precisato che “le infrastrutture non sono comprese nei 3 miliardi, ma riguardano profondamente il mondo del turismo”, aggiungendo di aver chiesto che nel piano per il Recovery Fund ci siano “diverse cose, ma in particolare su 4 direttrici: la prima è la riqualificazione delle strutture ricettive e dell'offerta alberghiera, poi le infrastrutture, una valorizzazione dell'Italia minore e la promozione che deve puntare sull'accoglienza e la sicurezza".

Federturismo: dobbiamo reinventare il turismo di domani

E' comunque innegabile, ha ammesso nel corso dello stesso convegno la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli, che la crisi sanitaria ha imposto la necessità di "reinventare il turismo del domani”.

“Nel medio e breve termine, bisognerà coniugare il turismo con il fattore sostenibilità, rendendolo anche più digitale e sfruttandolo come elemento strategico per rinnovare le abitudini di viaggio in Italia e in Europa”, ha precisato Lalli, proponendo quindi “un modello di turismo più vicino ai territori, più sensibile e meno invasivo”.

“L’eccessiva concentrazione territoriale e temporale dei flussi deve essere ripensata per garantire una distribuzione più omogenea su tutto il territorio nazionale. Perché è da una più alta qualità del territorio e dei servizi pubblici offerti che dipende non solo la qualità della vita degli abitanti, ma anche la fruibilità e l’attrattività turistica. E per un buon governo del territorio il pensiero va in primo luogo alla sostenibilità ambientale che è un fattore determinante per la competitività e l’economia del Paese”.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала