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Renzi scrive a Conte: "Governo fatto per evitare pieni poteri a Salvini: non li affideremo ad altri"

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia
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In una lettera al vetriolo, Matteo Renzi ha espresso tutte le proprie critiche alla linea portata avanti dall'attuale presidente del Consiglio.

Prosegue la polemica a distanza tra Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, partito che oggi sarà a Palazzo Chigi per la Verifica di Governo, e il premier Giuseppe Conte.

L'ex sindaco di Firenze, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio ha messo nero su bianco le sue richieste per evitare un'eventuale crisi dell'esecutivo in un momento di enorme difficoltà per il Paese.

"Ti abbiamo detto, caro Presidente, che abbiamo fatto un Governo per evitare i pieni poteri a Salvini. Non li affideremo a altri", è il messaggio principale veicolato da Renzi.

I due nodi, come è noto, restano quelle dell'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità e dei fondi europei ad esso legato, così come la governance del Recovery plan:

"Noi ti abbiamo detto in Parlamento che quando un Paese può spendere 209 miliardi di € non si organizzano task force cui dare poteri sostitutivi rispetto al Governo. Non si scambia una sessione del Parlamento con una diretta Facebook. Non si chiede al Consiglio dei Ministri di approvare un documento condiviso all’ultimo momento", è stata l'accusa lanciata da Renzi al primo ministro.

L'ex premier è poi critico anche sulla distribuzione delle risorse previste dal Next Generation Ue, rispetto alle quali Renzi ricorda che si tratta solo in parte di capitali a fondo perduto:

"Che senso ha spendere 88 dei 127 miliardi dei prestiti europei solo per finanziare progetti che già esistevano? Abbiamo una visione o abbiamo solo svuotato i cassetti dei ministeri con le vecchie proposte? Pensiamo di non avere idee buone da coltivare oggi? Che fine hanno fatto i documenti di Colao che avevi coinvolto con grande eco mediatica?", si domanda il leader di Italia Viva.

Il piano di IV: usare il Mes per la Sanità

Renzi,a questo punto, cita il suo 'Piano Shock' e consiglia al capo del Governo di partire dalle infrastrutture e soprattutto dai finanziamenti alla Sanità, ribadendo ancora una volta l'insufficienza dei 9 miliardi finora previsti per questo settore e la necessità di attingere a piene mani dal Mes:

"In tre anni il mio Governo ha messo sette miliardi in più, senza pandemia: ancora oggi i Cinque Stelle definiscono ‘tagli' questo maggior investimento di sette miliardi in tre anni. Dopo una pandemia e con risorse eccezionali mettiamo solo nove miliardi in cinque anni? E come possiamo dire NO al Mes che ha meno condizionalità del Recovery Fund? Qual è la ragione del nostro rifiuto? I nostri parlamentari hanno proposto una precisa allocazione dei 36 miliardi del MES. Come si può dire no agli investimenti sulla sanità, caro Presidente? Se siamo in emergenza e abbiamo il maggior numero di morti in Europa forse dobbiamo investire di più in Sanità, non credi? Questo rifiuto ideologico del MES mi appare ogni giorno più incomprensibile".

Il no ai pieni poteri sull'intelligence

In chiusura Matteo Renzi ha quindi incalzato Conte, chiedendo un confronto interno alla maggioranza sul tema dell'Autorità Delegata e la gestione dell'intelligence:

"L’insistenza con cui non ti apri a un confronto di maggioranza sul ruolo dell’Autorità Delegata è inspiegabile. L’intelligence appartiene a tutti, non è la struttura privata di qualcuno: per questo Ti chiediamo di indicare un nome autorevole per gestire questo settore. Io mi sono avvalso della collaborazione istituzionale di Minniti, Monti ha lavorato con De Gennaro, Berlusconi con Letta: tu non puoi lavorare con te stesso anche in questo settore", ha aggiunto Renzi al termine della lettera.
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