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Regeni, Di Maio: chiederemo a tutti gli Stati membri Ue di prendere posizione

© Foto : Comune di TorinoStriscione "Verità per Giulio Regeni" esposto dal 4 aprile 2016 sulla facciata di Palazzo Civico (municipio di Torino)
Striscione Verità per Giulio Regeni esposto dal 4 aprile 2016 sulla facciata di Palazzo Civico (municipio di Torino) - Sputnik Italia
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"Perché stiamo parlando di diritti umani e sui diritti umani nessuno si deve tirare indietro”, ha detto il ministro degli Esteri riferendo sulla riunione di governo che si è tenuta oggi sulla vicenda del ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel 2016.

Questa mattina sul caso di Giulio Regeni c’è stato un vertice che ha visto riuniti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, e il titolare della Difesa, Lorenzo Guerini.

“Abbiamo preso una decisione insieme a Conte, Guerini e Lamorgese: l'obiettivo è impegnare le istituzioni europee su Giulio Regeni. Perché stiamo parlando di diritti umani. E la verità per Giulio Regeni è un tema di diritti umani e sui diritti umani nessuno si deve tirare indietro. Quindi chiederemo a tutti gli Stati membri di prendere posizione sulla verità per Giulio”, ha detto Di Maio in una diretta Facebook.

Il ministro ha quindi ringraziato la procura di Roma “per il lavoro che ha fatto in questi anni di indagine che ha portato al rinvio a giudizio” di quattro funzionari egiziani e “che ha svelato i particolari atroci della tortura che ha subito Giulio prima di morire”.

Spetterà quindi al processo accertare la verità, ha aggiunto, ma “ovviamente richiede collaborazione da entrambe le parti”.  “Una collaborazione che passa per la domiciliazione, per l’elezione di domicilio dei quattro funzionari egiziani che sono indagati in questo processo e che sono accusati dalla magistratura italiana di essere coloro che hanno determinato la morte di Giulio Regeni”, ha precisato il ministro.

“Bisogna processare coloro che sono stati identificati come colpevoli” e “coinvolgeremo le istituzioni europee e allo stesso tempo tutte le istituzioni  internazionali perché ci sia il riconoscimento di questo processo”.

Di Maio: lavoriamo anche sul caso di Mario Paciolla

Di Maio ha ricordato anche la vicende di Mario Paciolla, collaboratore dell’Onu morto quest’estate in Colombia, su cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo.

“Stiamo assistendo il lavoro degli inquirenti, facendo garantire la massima collaborazione da parte delle Nazioni Unite e delle autorità colombiane”, ha sottolineato.

Di Maio: impegno per i pescatori detenuti in Libia, per Chico Forti e Patrick Zaki

E “non ho dimenticato in questo momento difficile i pescatori in Libia”, detenuti dallo scorso settembre in Libia dalle forze del generale Khalifa Haftar.

“Ce la stiamo mettendo tutta e continueremo a lavorare”, ha detto il ministro.

Di Maio ha ribadito il proprio impegno anche per riportare in Italia Chico Forti, detenuto negli Stati Uniti, così come per Patrick Zaki, “un cittadino egiziano che studia a Bologna a cui vogliamo permettere di riabbracciare la famiglia il prima possibile”. Zaki è detenuto in Egitto dallo scorso febbraio.

Di Maio: il silenzio non è inattività

“Non si deve scambiare il silenzio e il lavoro silenzioso per inattività. E’ un grande lavoro di mediazione che bisogna fare, che ci vede attivi ma con il silenzio consono a questo tipo di azioni e di iniziative diplomatiche”, ha concluso Di Maio.

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