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Piano pandemico, Sileri contro i tecnici: chiede le dimissioni del segretario generale

© AP Photo / Andrew MedichiniPierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri - Sputnik Italia
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Il viceministro smentisce le voci di tensioni con Speranza e punta il dito contro i tecnici, "mini-ministri". "C'è gente che preferisce mangiare un piatto di carbonara piuttosto che leggere un piano pandemico"

Il piano pandemico andava aggiornato, "non doveva restare lettera morta in un cassetto". Lo ha dichiarato in un'interista al Corriere della Sera il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. 

Il vice di Speranza assicura che non c'è nessun litigio con il ministro della Salute. Il vero cruccio di Sileri sono i tecnici del ministero. 

"Vado perfettamente d’accordo con lui e con Sandra Zampa. Il problema sono i mini-ministri", definiti "gente che non risponde ai cronisti, che preferisce andare a mangiarsi la carbonara invece di leggersi i piani pandemici e spiegare", afferma il numero due del ministero.

In particolare Sileri se la prende con i "tre responsabili della Prevenzione: Ruocco, Ranieri Guerra e Claudio Damario. L’unico che è rimasto nel ministero è Ruocco e per questo chiedo che si dimetta e che chieda scusa", precisa. 

Guerra si era giustificato dichiarando che il piano del 2006 riguardava le pandemie di influenze e quindi non andava aggiornato, ma per Sileri il consulente dell'Oms gioca con le parole. "Guerra è bravo, ma non prendiamoci in giro", dice. Le linee guida erano state cambiate sette anni prima e il piano andava aggiornato. 

"Quel piano non ha voci bibliografiche, ha le tabelle vuote. Quando dico che andava aggiornato, dico che non doveva restare lettera morta in un cassetto. Andava comunicato, servivano esercitazioni, controlli, monitoraggi, individuare una catena di comando. Nulla, in 14 anni", insiste Sileri. 

Per il viceministro le responsabilità risiedono interamente nei consulenti, perché "la politica dà l'indirizzo ma i tecnici sono il motore". "Fosse per me li avrei già cacciati. Ma si trova sempre una scusa", sottolinea. 

Il rapporto scomparso dal sito dell'OMS

A metà maggio di quest'anno, un gruppo di ricercatori di Venezia ha pubblicato sul sito dell'OMS un rapporto sull'emergenza pandemica del paese durante i mesi più neri, quelli della prima ondata. Nel rapporto si analizza il perché il paese non è stato in grado di affrontare la minaccia in maniera migliore e spiega che il piano pandemico non veniva aggiornato dal 2006. In 24 ore il documento è sparito dal sito dell'OMS e secondo i ricercatori la sua rimozione sarebbe da ricondurre alla richiesta di Ranieri Guerra, vicepresidente dell'Oms per l'Europa. Ora quest'ultimo viene duramente criticato dai ricercatori di Venezia ed e la Procura di Bergamo sta indagando sull'accaduto.

Infatti l'impreparazione dell'Italia nell'affrontare la pandemia potrebbe essere riconducibile proprio a Ranieri Guerra, che, nel 2017, confermò il piano pandemico senza rivederlo quanto era direttore generale della prevenzione del ministero della Salute.

Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto ufficialmente all'OMS di rinunciare all'immunità diplomatica per poter permettere alla procura di Bergamo di continuare con le indagini.

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