Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

ABI, prestiti a famiglie e imprese cresciuti del +5,1% a novembre

© Sputnik . Anton Denisov / Vai alla galleria fotograficaEuro
Euro - Sputnik Italia
Seguici su
Le famiglie e le imprese fanno ricorso ai presiti più che nel 2019, i dati elaborati dall'ABI fotografano la situazione dell'Italia, tuttavia i tassi di interesse sono di molto calati rispetto al 2007.

I prestiti alle famiglie e alle imprese nel mese di novembre 2020 sono aumentati del +5,1% rispetto a un anno fa. Lo scrive l’ABI, Associazione bancaria italiana, nel suo Rapporto mensile di dicembre.

“Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie”, precisa ABI facendo notare che i calcoli includono prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, cioè quelle variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, oppure ad aggiustamenti di valore o ancora a riclassificazioni.

Ad ottobre invece si registrava un aumento dei prestiti alle imprese del +7,4% e un aumento per i prestiti alle famiglie del +2,1%.

Tassi di interesse sui prestiti ai minimi storici

A novembre l’ABI rivela che i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento permangono su livelli particolarmente bassi e sui minimi storici.

Ad esempio il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,25%, ma prima della crisi finanziaria del 2008 era del 6,18%.

Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è invece dell’1,10%, ma a fine 2007 era del 5,48%.

E il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,26%, mentre nel 2007 è del 5,72%.

Le sofferenze nette delle banche italiane

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad ottobre 2020 sono 24,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 31,2 miliardi di ottobre 2019 (-6,7 miliardi pari a -21,5%) e ai 38,2 miliardi di ottobre 2018 (-13,7 miliardi pari a -35,9%) (cfr. Tabella 3). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 64 miliardi (pari a

-72,4%).

Così scrive l’ABI, ovviamente sulle sofferenze nette delle banche italiane accumulate a causa della crisi pandemica qualcosa di più preciso si saprà agli inizi del 2022.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала