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Difesa europea, verso la firma dell'accordo per l'eurodrone

© Foto : U.S. Air Force/Bobbi ZapkaIl drone americano di ricognizione RQ-4 Global Hawk
Il drone americano di ricognizione RQ-4 Global Hawk - Sputnik Italia
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Il contratto per lo sviluppo del bimotore turboelica senza pilota Male Rpas a cui partecipano Germania, Francia, Italia e Spagna, dovrebbe essere firmato all’inizio del 2021.

L’eurodrone Male Rpas potrebbe diventare presto realtà. Il contratto per lo sviluppo del bimotore turboelica senza pilota da impiegare per missioni civili e militari, a cui partecipano le industrie di Germania, Francia, Italia e Spagna, dovrebbe essere firmato all’inizio del 2021.

La fase di negoziazione condotta da Airbus, una delle industrie coinvolte, è stata completata lo scorso 20 novembre e già sono allo studio i primi piani di produzione da parte delle principali aziende che partecipano al progetto. Tra queste c’è l’italiana Leonardo Divisione Velivoli, la francese Dassault Aviation e Airbus D&S.

Lo scorso settembre il ministero della Difesa francese aveva annunciato che la firma dell’accordo sullo sviluppo dell’eurodrone sarebbe arrivata quest’anno. “Siamo piuttosto ottimisti su questo progetto”, trapelava da fonti della Difesa di Parigi, citate dall’AFP.

Il progetto, annunciato nel 2015, rappresenta un modo per emanciparsi dalla dipendenza dai droni Reaper americani. Per la realizzazione di 63 eurodroni i quattro governi hanno messo sul piatto 7,1 miliardi di dollari. L’obiettivo è di mantenere il costo di ogni apparecchio attorno sotto i 200 milioni di euro.

Se la firma del contratto di sviluppo non subirà ulteriori ritardi il primo eurodrone dovrebbe arrivare in Germania nel 2027 e in Francia nel 2028.

Come si apprende dal sito di Leonardo il Male Rpas “sarà caratterizzato da capacità 24/7 diurne e notturne; operazioni ognitempo; facile manutenzione e interoperabilità con i sistemi di difesa esistenti e futuri”. Il sistema, inoltre, “otterrà la piena certificazione di aeronavigabilità e capacità di integrazione con il traffico aereo (ATI) negli spazi aerei non segregati”.

Ad essere coinvolto nella produzione, secondo quanto riferisce StartMag, potrebbe essere il sito produttivo di Grottaglie a Taranto.

L’assemblaggio finale invece avverrà nell’hub di Airbus a Manching, in Germania, con un piano di programmi integrato. È qui che lo scorso settembre la ministra francese Florence Parly e l’omologa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer hanno presentato il progetto che rappresenta un ulteriore passo avanti verso una maggiore cooperazione militare tra i Paesi membri dell’Unione, per cui è in prima linea il presidente francese, Emmanuel Macron.
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