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Un libro vuoto diventa best-seller? Perché parla di Salvini

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Comprare un libro con sole pagine bianche a 6,99 euro? In tantissimi lo fanno se il libro è dedicato a Salvini. Il saggio molto particolare che si intitola “Perché Salvini merita fiducia, rispetto, ammirazione” è in vetta fra i libri più venduti su Amazon. Un atto di protesta o una mossa di marketing?

Matteo Salvini, che in queste ultime ore era presente all’udienza nel processo in cui è imputato per sequestro di persona nel tribunale di Catania, è indubbiamente il personaggio politico italiano più discusso, contestato e attaccato degli ultimi anni. Ora tocca al libro totalmente vuoto dedicato al leader del Carroccio in cui dovrebbero essere elencati i motivi per cui Salvini merita fiducia e ammirazione.

Si tratta di una trovata commerciale? Comprare questo libro, che è in cima alle classifiche su Amazon, è un atto di protesta? Sputnik Italia ha raggiunto Giovanni Diamanti, socio fondatore di Quorum e Youtrend, autore di un libro scritto, questa volta realmente, su Matteo Salvini (“Fenomeno Salvini. Chi è, come comunica, perché lo votano”, Castelvecchi Editore).

Il libro vuoto “Salvini merita” sta spopolando e svetta nelle classifiche di Amazon. Giovanni Diamanti, come interpreta questo fenomeno? Perché pagare 7 euro per un libro senza contenuto?

— Questo libro ha un ruolo simbolico che è dedicato ad un leader estremamente polarizzante. Prima proprio questa era la forza di Salvini, i consensi non gli mancavano, oggi questa è la sua debolezza perché il polo negativo ha preso il sopravvento nelle opinioni su di lui fra gli italiani. L’autore ci ha giocato molto, ne ha approfittato per sfruttare il calo di popolarità di Salvini costruendo un libro simbolico, non certo di contenuti.

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Si tratta di una mossa commerciale o un atto di protesta?

— Entrambe le cose. Si tratta di un simbolo, qualcosa di distintivo fra i tanti italiani che oggi non si riconoscono nelle posizioni di Salvini.

Alla fine però sempre di Salvini si parla. Creare un libro contro Salvini alla fine gioca comunque a suo favore da un certo punto di vista, non crede?

— Salvini, come dicevo, è un leader polarizzante. Due anni fa in questa polarizzazione prevalevano sentimenti positivi nei suoi confronti, oggi prevalgono i sentimenti contrari al suo progetto. È il motivo per cui ha trovato terreno fertile questa operazione di marketing, ma anche simbolica.

Possiamo dire che Matteo Salvini è il leader più attaccato negli ultimi anni sotto più punti di vista?

— Come tutti i personaggi che dividono è stato molto preso di mira da una parte di Paese, venerato dall’altra parte di Paese. Lo schema della polarizzazione è sempre lo stesso: due anni fa prevalevano i cittadini che apprezzavano lui e il suo progetto, oggi si è un po’ ribaltato il tutto.

Salvini ha trasformato la Lega portandola dal 3% ad oggi che è il primo partito nel Paese. Ne parla nel suo libro “Fenomeno Salvini”. Come è riuscito Salvini ad ottenere questo successo?

— Salvini ci è riuscito con grandi abilità comunicative, catalizzando sulla Lega buona parte dell’elettorato tradizionale del centro destra italiano. Ci è riuscito con una strategia di comunicazione abbastanza semplice, ma efficace. La sua strategia si definisce in TRT: tivù, rete e territorio. Salvini ha incentrato tutta la sua comunicazione sulla sua presenza televisiva, allo stesso tempo non ha trascurato la rete, dove è stato anche un innovatore sotto certi aspetti, infine Salvini non si è mai dimenticato la campagna territoriale e la presenza nelle piazze anche nei piccoli, comuni che fanno la fortuna della Lega.

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Inoltre c’è da sottolineare la forte personalizzazione del partito. Prima la Lega era un partito strutturato, Salvini l’ha trasformato in quello che oggi chiamano “il partito del capo”, che è anche sinonimo di partito moderno.

Nelle ultime settimane Salvini usa toni meno aggressivi nei confronti di Conte e in generale sembra puntare sul “dialogo”. Il leader leghista sta cambiando strategia e mira a diventare più “moderato”?

La Lega delle europee era un partito che sfiorava il 35 % dei voti, un anno dopo la Lega è scesa di 10 punti e alle ultime regionali ha perso le sfide più importanti. Salvini aveva la necessità di variare la strategia: mi pare abbia scelto una linea più presidenziale e governista. È una sfida, deve dimostrare di sapere cambiare la sua strategia di comunicazione. Salvini è un grande comunicatore, ora deve trovare una modalità diversa. Vediamo che esito avrà questo tentativo.

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