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Piano pandemico, il ricercatore al Guardian: "Minacciato da Guerra, ora mi vietano di parlare ai pm"

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaL'edificio OMS a Ginevra
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Il caso della sparizione del rapporto che rivelava come l'Italia non disponesse di un piano pandemico aggiornato finisce sulla stampa britannica. Uno dei ricercatori denuncia al Guardian di aver subito pressioni da Ranieri Guerra per "modificare la parte del dossier che si riferiva al piano scaduto". E attacca: "Mi vietano di parlare con i pm".

“L’Oms è stata accusata di aver cospirato con il ministro della Salute italiano sulla rimozione di un report che rivelava la cattiva gestione del Paese all’inizio della pandemia di coronavirus, la cui pubblicazione aveva lo scopo di prevenire future vittime”. È quanto si legge sul quotidiano britannico The Guardian che, riprendendo l’inchiesta della trasmissione Rai Report, cerca di far luce sulla questione del dossier finanziato dal Kuwait e curato da un gruppo di ricercatori della sede veneziana dell’organizzazione, che metteva in luce l’assenza di un piano pandemico aggiornato che ha prodotto la reazione “improvvisata, caotica e creativa” negli ospedali italiani durante la prima fase dell'epidemia di Covid.

Il documento, pubblicato lo scorso 13 maggio sul sito dell’Oms, è stato rimosso dopo neppure 24 ore. L’organizzazione all’epoca non spiegò perché, ma dopo l'inchiesta di Report, ha chiarito come contenesse elementi di “inaccuratezza e infondatezza”. Il dossier di 102 pagine sottolineava come il piano pandemico italiano non fosse stato aggiornato dal 2006, determinando, secondo i ricercatori, gli errori nella gestione della prima ondata.

Secondo il Guardian, uno dei ricercatori che ha firmato lo studio, Francesco Zambon avrebbe ricevuto pressioni direttamente da Ranieri Guerra, vicepresidente per l'Europa dell’organizzazione e membro del comitato tecnico scientifico del governo italiano, per “modificare la parte del testo che si riferiva al piano scaduto”. Pena il licenziamento.

“Guerra era il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute tra il 2014 e la fine del 2017, e quindi era responsabile dell’aggiornamento del piano pandemico secondo le nuove linee guida dell’Oms e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”, scrive il quotidiano britannico, che ricorda come il piano sia “un elemento cruciale nell’inchiesta preliminare portata avanti dai pm di Bergamo, la provincia lombarda colpita duramente dalla prima ondata della pandemia, sulle possibili negligenze delle autorità”.

Ma nonostante Zambon avesse informato i suoi superiori del “rischio che questo rappresentava per la trasparenza e la neutralità dell’organizzazione – si legge ancora sul Guardian - non è stata aperta alcuna inchiesta interna”. Non solo. Il ricercatore ha assicurato allo stesso quotidiano di aver sottoposto proprio a Ranieri Guerra, ad aprile, una sintesi del report, che venne visionato anche dal ministro Roberto Speranza, il quale però sostiene di non averlo mai letto.

In uno scambio di mail tra Guerra e Hans Kluge, il direttore dell’Oms in Europa, citato dal Guardian e da Report, si discute del fatto che il ministro fosse “innervosito dal documento”. “Non dimentichiamoci che ci hanno appena dato 10 milioni come contributo volontario”, ricorda Guerra a Kluge in una mail.

Sulla questione stanno provando a fare luce i magistrati bergamaschi che hanno convocato i ricercatori a testimoniare. Zambon, rivela il Guardian, “è stato convocato tre volte”, ma l’Oms ha insistito con i ricercatori perché non si presentassero, in quanto protetti dall’immunità diplomatica.

“Quando ho ricevuto la prima convocazione l’ho fatto presente all’ufficio legale dell’Oms e subito mi hanno risposto che non potevo andare perché ero protetto dall’immunità – ha spiegato al Guardian Zambon – nonostante il fatto che io volessi presentarmi perché avevo qualcosa da dire”.

Finora ad essere sentito in procura è stato soltanto Ranieri Guerra, ma non si conosce il contenuto delle dichiarazioni rese ai magistrati. In una nota inviata al giornale britannico l’Oms ha assicurato di “lavorare con il governo italiano per chiarire la questione”.

E sul dossier ritirato chiarisce: “Mentre il rapporto stava per essere completato era stata presa la decisione di usare un nuovo meccanismo”, che prevedeva il coinvolgimento degli Stati.

Ma Zambon insiste: “La pubblicazione poteva salvare delle vite”. “Un personale conflitto di interessi – attacca ancora il ricercatore – è stato considerato più importante che condividere la lezione imparata dal Paese più colpito dal virus in quel momento”.

Intanto, secondo quanto si apprende dall’Agi, Guerra ha annunciato che querelerà gli autori dell’inchiesta di Report.

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