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Governo, Anzaldi (Italia Viva): "Conte sta sbagliando, se non cambia non lo votiamo"

© Foto : Filippo Attili / CC-BY-NC-SA 3.0 ITDpcm 3 novembre 2020, conferenza stampa del Presidente Conte
Dpcm 3 novembre 2020, conferenza stampa del Presidente Conte - Sputnik Italia
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Il deputato del partito di Matteo Renzi a Sputnik Italia: "Da Conte dieci mesi di errori che hanno portato ad una crisi inaudita". E sugli scenari di una possibile crisi: "Il Paese è in guerra, se su un nome e un programma che ci convince c’è la convergenza di tutti, noi faremo la nostra parte”.

“Non è che vogliamo a tutti i costi aprire la crisi, siamo obbligati dal fatto che dopo mesi di arroganza si è arrivati ad una crisi inaudita dal punto di vista sanitario per cui si parla con sicurezza e naturalezza della terza ondata, in più abbiamo una crisi economica mostruosa”. Michele Anzaldi, giornalista e deputato di Italia Viva, intervistato da Sputnik Italia, non fa sconti al premier. E sull’ipotesi di una nuova maggioranza chiarisce: “Il Paese è in guerra, se su un nome e un programma che ci convince c’è la convergenza di tutti, noi faremo la nostra parte”.

- Cosa rimproverate a Conte?

- Innanzitutto i dieci mesi di governo con poteri e violazioni di garanzie costituzionali mai visti che non hanno portato ad alcun risultato. Non si può andare avanti a colpi di Dpcm fatti alle 20.20 che i parlamentari devono apprendere dalle conferenze stampa trasmesse su Facebook e sui telegiornali. Conte è stato rimproverato anche dal presidente della Repubblica e dai presidenti di Camera e Senato, ma invece di migliorare la situazione è peggiorata. Nelle ultime conferenze stampa sono comparse addirittura le slides. E la decisione su come spendere i 209 miliardi del Recovery Fund è arrivata con una pec indirizzata al governo (e neanche al Parlamento) alle due di notte.

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- Qual è la proposta di Italia Viva?

- Quello che vogliamo l’abbiamo detto in maniera chiarissima nella sacralità del Senato, e cioè che il Parlamento faccia quello che prevede la Costituzione, che venga rimossa la cabina di regia di queste sei persone che non sappiamo chi sono e da chi sono scelte, assieme alla fondazione sui servizi segreti, cosa che ha chiesto all’unanimità anche il Copasir. Se Conte accetta queste due cose si ricomincia a lavorare e si fa un piano fantastico per il Recovery Fund, che spero sia approvato all’unanimità.

- E se non accettasse?

- Se lui dice “no, questi 209 miliardi me li spendo io", è la Costituzione a dire che non si può andare avanti, perché siamo una Repubblica parlamentare. Se non cambia noi non lo votiamo, il resto sta scritto nel dettato costituzionale.

- Le principali forze di governo hanno detto che è da “irresponsabili” aprire una crisi in questo momento, lei che ne pensa?

- Penso che i 209 miliardi possano diventare un’occasione per noi e le prossime generazioni. Se non te li sai giocare, noi siamo morti, e le prossime generazioni non avranno speranza. Se si sbaglia questa carta, l’Italia non avrà futuro. Detto questo, per me è un dovere cercare di correggere le cose che non vanno. Non voglio che la gente che mi ha eletto mi insulti. Sui giornali si parla già della terza ondata. Contare mille morti in un giorno vuol dire che abbiamo lavorato male. Noi stiamo dicendo o mi coinvolgi nella spesa dei 209 miliardi e levi la fondazione sui servizi segreti oppure non votiamo. Quindi siamo in due. Perché siamo noi a fare la crisi e non lui che non si piega a queste richieste? Se siamo in una democrazia parlamentare perché la colpa non è di Conte, che non vuole far decidere il Parlamento?

- Ieri il presidente della Camera, Roberto Fico, ha detto che se cade il governo l’unica alternativa sarà il voto, è d’accordo?

- Una cosa del genere non può dirla Fico ma solo il presidente della Repubblica dopo aver sentito i vari leader di partito su un nome e su un programma.

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- Se un ipotetico nome e programma piacessero a voi come alle forze di centrodestra, sareste pronti a governare anche con Salvini?

- Il nostro Paese sta combattendo una guerra con due grandissimi nemici che lo stanno schiacciando. Uno è la sanità è l’altro è l’economia. Adesso siamo di fronte ad una situazione da film di fantascienza. Non c’è più sinistra e destra con più di 60mila morti. Una volta che abbiamo battuto l’invasore decidiamo di nuovo di dividerci. Ma ora la priorità è uscire da questa emergenza. Se su un nome che ci convince c’è la convergenza di tutti, noi faremo la nostra parte, con trasparenza.

- Ha annunciato che presenterà un’interrogazione parlamentare sulla norma del dl Rilancio che “salva” il padre della compagna di Conte…

- È una pagina brutta di legge ad personam che l’Italia ha già conosciuto in passato. È una brutta macchia. Ma mi sembra molto più grave quello che Conte ha fatto fino ad ora. È molto più grave che ci siano le conferenze stampa con i giornalisti contati che non possono fare domande.  Qui non si tratta più del piccolo abuso. Parliamo di altre cose, parliamo del futuro nostro e dei nostri figli.

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