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Mercato globale degli armamenti: la Cina è leader grazie all’economia dell’innovazione

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Cina, dragone - Sputnik Italia
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Quattro produttori cinesi di armamenti sono stati inclusi tra le prime 25 maggiori società al mondo per volumi di vendite di armamenti e servizi militari nel 2019.

Questi i dati riportati nel rapporto pubblicato il 7 dicembre dall’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI). Per volume complessivo di vendite queste 4 società occupano il secondo posto in classifica dopo i produttori statunitensi.

Nell’elenco del SIPRI la sesta, l’ottava e la nona posizione sono occupate rispettivamente da Aviation Industry Corporation of China (AVIC), China Electronics Technology Group Corporation (CETC) e China North Industries Group Corporation (NORINCO). Tra le prime dieci rientrano anche 6 società americane e 1 britannica.

In ordine la quarta società cinese, la China South Industries Group Corporation, occupa la ventiquattresima posizione. Il fatturato complessivo delle prime quattro società cinesi presenti in classifica ha registrato nel 2019 un aumento del 4,8% rispetto all’anno precedente raggiungendo una quota complessiva del 16%, seconda solo al volume di vendite delle società statunitensi (61%). Le due società russe presenti in classifica hanno detenuto nell’anno considerato una quota del 3,9%.

L’elevata posizione in classifica delle società cinesi di questo comparto è anzitutto legata al rapido sviluppo tecnico-scientifico e industriale della Cina, sostiene Pavel Kamennov, esperto dell’Istituto di Estremo oriente in seno all’Accademia nazionale russa delle Scienze (RAN).

“Nell’ultimo decennio la Cina ha adottato un approccio finalizzato a innovare l’intero apparato economico. Sono stati implementati programmi di sviluppo del potenziale civile ad elevato contenuto tecnologico e di integrazione di quest’ultimo con il comparto militare. Il processo viene attuato grazie a ingenti sovvenzioni statali. Quanto a spese per i progetti di ricerca scientifica la Cina è al secondo posto al mondo dopo gli USA. Ma si osservi che i finanziamenti e lo sviluppo di questo settore in Cina sono stati effettuati a ritmi superiori a quelli della crescita economica. Negli ultimi anni la Cina è cresciuta del 6-6,5%, mentre l’aumento dei finanziamenti nello sviluppo e ricerca è stato dell’8-10%. Grazie a queste basi la Cina sta ammodernando il proprio comparto militare-industriale, sta riformando gli armamenti in dotazione all’esercito nazionale e al contempo si mantiene all’avanguardia a livello mondiale. La Cina ha sempre tenuto in considerazione gli interessi del partner stranieri adempiendo diligentemente alle obbligazioni che aveva nei loro confronti, guadagnandosi così la reputazione di partner affidabile sia nell’ambito delle relazioni economico-commerciali sia in quello della vendita di armamenti. La crescente fiducia nei confronti della Cina e dei suoi armamenti ha consentito alle società cinesi di rientrare tra i principali esportatori al mondo”.

Il Presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping nella sua automobile durante una parata a Pechino
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La Cina ha raccontato cosa succederà in futuro in campo militare

La Cina opera nel settore della vendita di armamenti in maniera selettiva e responsabile: ad esempio, non fornisce armamenti alle parti contrapposte in conflitti regionali. Inoltre, le esportazioni belliche non rappresentano per la Cina una voce significativa di bilancio, osserva Zhou Rong, collaboratore scientifico del Chongyang Institute for Financial Studies presso l’Università popolare cinese.

“La Cina non è il maggiore produttore al mondo di armi. Il volume di esportazioni di armi pro capite è molto distante da quelli di molti altri Paesi. Inoltre, la Cina produce essenzialmente armi di difesa e la maggior parte degli armamenti di esportazione sono necessarie agli importatori per garantire la sicurezza interna e difendere la sovranità nazionale. Le esportazioni di armamenti cinesi sono una riprova dell’accelerazione dell’ammodernamento dell’industria militare cinese e dell’avanzamento tecnologico del settore bellico. La Cina non si arricchisce con le esportazioni di armi e non vende armamenti alle parti coinvolte in conflitti su scala regionale come fanno invece altri Paesi. Anche la Cina necessita di un continuo rinnovo dei propri armamenti e mezzi per rafforzare il proprio potenziale bellico, difendere i propri interessi all’estero e affrontare criticità impreviste. Pertanto, la Cina agisce in maniera selettiva per decidere quali armi vendere. Infine, la Cina vende armi per tutelare la pace e la stabilità su scala regionale e non per inasprire la corsa agli armamenti. La fornitura da parte della Cina di armi e mezzi stimola la capacità di difesa e di contrasto al terrorismo dei Paesi in stato di necessità, il che contribuisce indubbiamente a garantire la pace in tutto il mondo. Considerato l’impegno cinese al mantenimento della pace su scala globale, la Cina non diventerà mai il maggior esportatore di armi”.

Cannoni semoventi cinesi - Sputnik Italia
Mercato globale degli armamenti: la Cina è leader grazie all’economia dell’innovazione

Andrey Volodin, docente presso l’Accademia diplomatica in seno al Ministero russo degli Esteri, ha rilasciato un’intervista a Sputnik in cui si è soffermato su una serie di fattori geopolitici che costringono la Cina a prestare maggiore attenzione allo sviluppo del comparto militare-industriale.

“La Cina ritiene che vi sia una serie di nazioni le quali potrebbero rappresentare una potenziale minaccia per la sua sicurezza. Anzitutto, gli USA, poi il Giappone che è sì molto più debole della Cina ma vi sono determinate criticità di lunga data a livello bilaterale. Infine, c’è l’India con la quale vi è una controversia in materia territoriale che talvolta si inasprisce fino a prendere le fattezze di un conflitto transfrontaliero. Alla luce di questo, la Cina si sta assicurando la giusta difesa aumentando le produzioni belliche e al contempo entrando sui mercati globali”.

L’esperto menziona altresì la crescita della competitività dei produttori cinesi di armi a livello globale. È un tema di grande attualità poiché anche altri primari Paesi asiatici stanno prestando sempre maggiore attenzione al potenziamento dei propri comparti difensivi.

Ad esempio, stando ai dati del SIPRI, nel 2019 la Cina ha conservato la seconda posizione al mondo per spese militari mentre l’India negli ultimi 3 anni è passata dalla quinta alla terza posizione. Nel 2019 Cina e India, sempre sulla base delle stime SIPRI, hanno speso 261 e 71,1 miliardi di dollari rispettivamente. L’India ha anche superato la Cina per ritmi di crescita innovativa nel comparto bellico: 6,8% contro il 5,1% della Cina.

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