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Il Consiglio Europeo termina con accordo su budget da record, Recovery Fund e Green Deal

© REUTERS / Johanna GeronEuropean Commission President Ursula von der Leyen, European Council President Charles Michel and German Chancellor Angela Merkel hold a news conference at the end of a EU leaders summit in Brussels, Belgium, December 11, 2020. REUTERS/Johanna Geron/Pool
European Commission President Ursula von der Leyen, European Council President Charles Michel and German Chancellor Angela Merkel hold a news conference at the end of a EU leaders summit in Brussels, Belgium, December 11, 2020.  REUTERS/Johanna Geron/Pool - Sputnik Italia
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L'UE si è rimessa in carreggiata grazie agli sforzi della cancelliera tedesca Angela Merkel, dal momento che i 27 leader dei Paesi membri hanno trovato l'intesa sul budget settennale da 1,8 trilioni € e sul Recovery Fund, nonché sui nuovi ambiziosi obiettivi in ​​materia di cambiamento climatico durante il Consiglio europeo.

Nell'ultimo mese l'approvazione del bilancio della Ue era stata bloccata da Polonia e Ungheria come forma di protesta contro il tentativo delle autorità europee di subordinare l'accesso ai fondi al rispetto dei valori democratici e al rispetto dello Stato di diritto.

Varsavia e Budapest erano considerati gli obiettivi di questo cosiddetto meccanismo dello stato di diritto, sebbene già nella serata di giovedì a Bruxelles sia stato trovato un compromesso, permettendo ai governi di Polonia e Ungheria di approfondire la questione alla Corte di giustizia europea più avanti, in cambio della loro approvazione del bilancio.

Insieme all'accordo di bilancio, gli Stati membri dell'Unione Europea hanno anche raggiunto un accordo su nuovi ambiziosi obiettivi di tagli alle emissioni come parte dei tentativi dell'Europa di raggiungere la "neutralità climatica" entro il 2050.

"Dopo diverse ore di discussioni molto intense, abbiamo fatto un grande passo avanti per l'Unione europea in vari settori", ha detto venerdì il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in una conferenza stampa.

Polonia e Ungheria ottengono rinvio questione dello Stato di diritto

Per i leader dell'UE, ottenere un consenso sul bilancio settennale di 1.074 trilioni di euro e sul Recovery Fund NextGenerationEU COVID-19 da 750 miliardi di euro è stato di fondamentale importanza durante il vertice di due giorni. I leader polacchi e ungheresi si erano rifiutati di fare concessioni prima della riunione di giovedì, il che significa che era necessaria una nuova tattica.

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Sembra che una soluzione sia stata trovata consentendo alla Polonia e all'Ungheria di approfondire il meccanismo dello stato di diritto alla Corte di giustizia europea, un processo che probabilmente richiederà diversi anni. In cambio, Ungheria e Polonia hanno finalmente dato il loro consenso alle proposte di bilancio e al Recovery Fund, che dovrebbero entrare in vigore nel 2021.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, la Ue potrà ora finanziare molti dei suoi ambiziosi piani per riprendersi dalla pandemia di coronavirus e ridurre le emissioni di gas serra.

UE aumenta gli obiettivi di riduzione delle emissioni

Il cambiamento climatico è stato ancora una volta al centro dell'attenzione a Bruxelles ed i capi dei 27 Stati membri dell'UE hanno concordato di ridurre le emissioni di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Il precedente obiettivo prevedeva una riduzione del 40% entro il 2030.

"Per raggiungere l'obiettivo di un'UE climaticamente neutra entro il 2050 in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, l'UE deve aumentare la sua ambizione per il prossimo decennio e aggiornare il suo quadro di politica climatica ed energetica. A tal fine, il Consiglio europeo sostiene un obiettivo vincolante dell'UE di una riduzione interna netta di almeno il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto al 1990 ", si legge in un documento del Consiglio europeo pubblicato dopo il vertice.

Da quando è diventata presidente della Commissione europea un anno fa, Ursula von der Leyen ha spinto gli Stati membri dell'Unione europea a sostenere il suo cosiddetto Green Deal.

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