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L’idrogeno salverà Italia?

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Nel Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) l’idrogeno, almeno a parole, supera le altre fonti rinnovabili. La parola idrogeno compare 55 volte, superando il fotovoltaico (48) e l’eolico (33). E tante aziende italiane, come Eni, Enel, Snam si stanno muovendo in questa direzione.

L’Unione Europea sta cercando di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e per questo è necessario abbattere le emissioni di CO2. L’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili sarebbe il carburante più pulito, con zero emissioni. 

Giovedì 10 dicembre Merita in collaborazione con Matching Energies Foundation ha organizzato il dibattito “Sud avamposto di rinnovabili e idrogeno - Energia verde per un futuro a emissioni zero”. E lo ha fatto su Facebook. All’incontro virtuale hanno partecipato Gaetano Manfredi - Ministro dell’Università e della Ricerca, Marco Alverà - AD di Snam, Paolo Gallo - AD di Italgas, Salvatore Bernabei - AD di Enel Green Power, Francesco Del Pizzo - Direttore Strategie di sviluppo rete e dispacciamento di Terna, Francesca Mazzarella - Direttrice Fondazione Utilitatis, Valeria Termini - Università Roma Tre, Paolo Pirani - Segretario generale UILTEC, Christopher Hebling - Direttore Tecnologie per l’idrogeno, Fraunhofer Institute, Giuseppe Coco - Università di Firenze e di Bari, Claudio De Vincenti - Presidente onorario di Merita e Marco Zigon - Presidente di Matching Energies Foundation.

© Foto : Evgeny UtkinIl dibattito “Sud avamposto di rinnovabili e idrogeno - Energia verde per un futuro a emissioni zero”
L’idrogeno salverà Italia? - Sputnik Italia
Il dibattito “Sud avamposto di rinnovabili e idrogeno - Energia verde per un futuro a emissioni zero”
Il professor Coco ha annotato che “con i rinnovabili non abbiamo partecipato con sistemi produttivi”. Infatti, tutti i pannelli solari, ad eccezione di una o due fabbriche, sono stranieri. “Ma adesso possiamo sviluppare la filiera dell’idrogeno, inclusa quella produttiva”.

Tanti relatori hanno dichiarato che bisogna fare sistema, e non solo con le aziende italiane, ma con altri player europei e mondiali. Per questo è stato interessante sentire un rappresentante dalla Germania, Christopher Hebling, che ha parlato di sviluppo d’idrogeno in questo paese. Sembra che la Germania sia partita prima di altri paesi, e voglia rimanere il leader europeo, anche perché deve decarbonizzare e denucleare la sua economia.

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Il ministro Gaetano Manfredi ha parlato delle sfide d’innovazione globali, tra le quali anche l’idrogeno, in cui “noi giochiamo il posizionamento in Europa e nel mondo”.

“Un tema molto importante è lo Sviluppo delle tecnologie proprietarie. Noi dobbiamo combinare utilizzo con un’opportunità industriale, con la necessità di creare tecnologie italiane o prevalentemente italiane che consentono al nostro Paese non solo benefici nel senso ambientale ma di sviluppo economico. Dobbiamo avere un percorso che mette al centro la formazione della ricerca”.

Insomma, bisogna creare valore in tutta la filiera d’idrogeno: la produzione, trasmissione e utilizzo.

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Marco Alverà ha raccontato che Snam vuole diventare uno dei leader europei dell’idrogeno, facendo diventare l’Italia un Hub europeo, non solo di transito, ma anche di tecnologia.

Ancora a settembre al Forum The European House – Ambrosetti Alverà ha presentato una ricerca, dove ha dichiarato: “L’idrogeno può consentire all’Italia di essere protagonista nella lotta globale ai cambiamenti climatici e al tempo stesso di promuovere nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Grazie alla posizione geografica, alla forza del settore manifatturiero ed energetico e a una capillare rete di trasporto del gas, il nostro Paese ha le potenzialità per diventare un hub continentale dell’idrogeno verde e un ponte infrastrutturale con il Nord Africa, assumendo un ruolo importante nella Hydrogen Strategy europea. Ciò ci consentirebbe di raggiungere più facilmente gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 e di sviluppare una nuova filiera industriale in grado di creare cresnascita e posti di lavoro, con un valore della produzione cumulato che nei prossimi 30 anni può avvicinarsi ai 1.500 miliardi di euro”.

I nuovi posti di lavoro creati potrebbero essere 540.000 entro il 2050.

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Nel frattempo Snam ha siglato un accordo con Linde per promuovere tecnologie chiave nella filiera dell’idrogeno, valutando opportunità di investimento congiunte in progetti commerciali negli ambiti produzione, distribuzione, compressione e stoccaggio. Inoltre, Snam e altri sei gruppi mondiali hanno lanciato l’iniziativa “Green Hydrogen Catapult” per accelerare la produzione di idrogeno verde di circa 50 volte nei prossimi sei anni, per abbattere i costi dell’idrogeno verde sotto i 2 dollari al kilogrammo. 

Sia Snam che Italgas stanno facendo esperimenti per immettere l’idrogeno nella rete del gas.

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E anche l’Enel considera l’idrogeno non come un competitor, ma come una possibilità di sviluppo e di guadagno.

Tutta via, allo stato d’arte, sottolinea Valeria Termini, è difficile rendere l’idrogeno competitivo senza incentivi.

Insomma, l’idrogeno è ancora caro, ma diventa sempre di più la realtà. Ad esempio, Trenord e Alstom porteranno i treni ad idrogeno in Lombardia già nel 2021. L’importante è che non ci sia il lockdown e la gente possa utilizzarli.  E poi sapete per che cosa Wuhan doveva essere famoso in tutto il mondo? Non per l’inizio della pandemia, ma per un hub mondiale dell’idrogeno, che dovrebbe nascere entro il 2025.  

Rimane il problema del consumo dell'acqua, ma la questione non è stata affrontata. Probabilmente una soluzione molto pioneristica ma anche lontana da realizzare sarebbe la tecnologia che sta sviluppando la compagnia Neutrino Energy Group, che sta tentando di catturare il neutrino e altre radiazioni dello spettro invisibile e trasformarle in elettricità in ogni punto della Terra.

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