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Riforma Mes e Recovery, Conte: non mi interessa se vinco o perdo io ma l'Italia

© Foto : Filippo Attili / CC-BY-NC-SA 3.0 IT Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, partecipa alla sessione dei lavori della prima giornata. G20
 Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, partecipa alla sessione dei lavori della prima giornata. G20 - Sputnik Italia
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Il presidente del Consiglio, attaccato su diversi fronti nelle ultime ore, ha chiesto alla maggioranza di fare quadrato e di mostrare coesione in un momento così focale, nel quale sarà necessario prendere delle decisioni per il bene dell'Italia.

"A me non interessa se vinco o perdo io. Qua vince o perde l'Italia, di fronte all'Europa, che aveva pregiudizi verso di noi e li sta superando". 

Sono queste le parole con cui il premier italiano, Giuseppe Conte ha voluto far trasparire tutta la propria amarezza per le crescenti polemiche sulla riforma del Mes e il Recovery Plan, due questioni che stanno creando importanti divisioni all'interno delle forze di maggioranza.

Il capo del Governo ha lanciato quindi un appello a tutte le forze di governo, il secondo in appena due giorni, alla coesione e all'unità, per evitare una crisi che, in un momento del genere, potrebbe essere davvero devastante:

"Il mio appello riguarda tutti, non possiamo permetterci che la dialettica sfoci in contrappunti e demarcazioni che ci fanno precipitare in una condizione sterile. Questo interrogarci chiassoso tra di noi che diventa fine a se stesso, non ha nessun significato. Mentre i cittadini attendono che risolviamo le sfide che abbiamo di fronte", ha chiarito Conte.

Crisi di governo alle porte?

Su una possibile crisi di governo, l'orientamento di Conte sembra quello di voler comunque avviare un confronto interno alle forze di maggioranza, magari nel mese di gennaio dopo l'approvazione della legge di bilancio:

"Un governo può proseguire nella sua azione solo sulla base della fiducia di ciascuna forza di maggioranza. Detto questo, avremo tutti i confronti politici con i partiti e ci sarà sempre disponibilità al confronto e al dialogo".

Disponibilità a trattare 

In questo senso, emerge una nuova apertura del premier alla modifica della governance che dovrà occuparsi della gestione dei fondi europei, quasi 200 miliardi di euro, da utilizzare per il Recovery Plan.

La promessa del premier è quella di ridurre la task force di trecento esperti previsti dalla struttura ma soprattutto di coinvolgere il Parlamento, così come le forze sociali nelle modifiche al Recovery Plan, assicurando una nuova convocazione del Consiglio dei ministri per la giornata di venerdì, al ritorno da Bruxelles, per portare avanti una discussione "appena cominciata".

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