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Al Consiglio europeo superati i veti di Polonia e Ungheria. Accordo sul Recovery e il bilancio Ue

© DARIO PIGNATELLIConsiglio Europeo 10-11 dicembre
Consiglio Europeo 10-11 dicembre - Sputnik Italia
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Approvato compromesso proposto dalla presidenza tedesca. Michel: “Ora possiamo cominciare con l'attuazione e la ricostruzione delle nostre economie”. Conte: "Sbloccati i 209 miliardi".

C’è accordo al Consiglio europeo in corso a Bruxelles sulla soluzione di compromesso proposta dalla presidenza tedesca per superare il vero di Ungheria e Polonia sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp, il bilancio comunitario 2021-2027), sul Recovery Fund e sul meccanismo di condizionalità dello stato di diritto. È quindi superata la situazione di stallo posta in essere da Varsavia e Budapest sul pacchetto di Recovery "Next Generation EU" e sull’adozione del bilancio Ue.

La notizia è stata annunciata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sul suo account Twitter. "Accordo sul Qfp e sul pacchetto di rilancio Ngeu. Ora possiamo iniziare con la loro attuazione e ricostruire le nostre economie", afferma Michel. E aggiunge: "Il nostro importante pacchetto di rilancio porterà avanti le nostre transizioni verdi e digitali".

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha twittato con soddisfazione: "Appena raggiunto in Consiglio europeo l’accordo definitivo su  NextGenerationEU. Questo significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all’Italia: 209 miliardi. Approvato anche il Bilancio pluriennale. Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre!"

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha salutato con un tweet l'accordo: "L'Europa va avanti, 1.800 miliardi di euro per dare forza alla nostra ripresa e costruire un'Unione europea più resiliente, verde e digitale. Congratulazioni alla presidenza tedesca".

In programma per il summit dei 27, oltre all’emergenza Covid, con la discussione della strategia di distribuzione dei vaccini, anche il clima. Si tratta sui nuovi obiettivi climatici per il 2030, per i quali occorre un non facile accordo unanime.

Secondo Michel, che ha scritto ai capi di governo alla vigilia, l'obiettivo della riduzione delle emissioni almeno del 55% entro il 2030 "è alla nostra portata", e "il lavoro sul modo migliore per raggiungere questo ambizioso obiettivo è a buon punto". L'accordo "sarebbe un risultato importante e sosterrebbe la nostra rivendicazione di svolgere un ruolo di primo piano nella lotta al cambiamento climatico", ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo.
Seguirà poi la cena di lavoro in si parlerà delle nuove prospettive di rilancio del rapporto transatlantico con la nuova Amministrazione Biden, con l'intenzione di "gettare le basi per un partenariato forte e paritario". E si darà probabilmente il via libera alle sanzioni, a questo punto pressoché inevitabili, contro la Turchia per le ingerenze nel Mediterraneo orientale.

Il programma di domani

Venerdì mattina si comincia con il tema del "vicinato" meridionale, a cui bisogna dare "una nuova dimensione" e prospettive di rilancio, secondo il cronoprogramma di Michel.

In un secondo momento i leader dei 27 affronteranno i temi della sicurezza, della lotta al terrorismo, alla radicalizzazione, all'estremismo violento, che richiedono più cooperazione fra gli Stati membri. 

Il vertice si convertirà poi in "Eurosummit" inclusivo, con la partecipazione di tutti i paesi dell'Ue.

La discussione, in presenza anche della presidente della Bce Christine Lagarde e del presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe, riguarderà gli ulteriori passi per completare l'Unione bancaria (a cui manca ancora il regime comune di garanzie sui depositi) e l'Unione dei mercati dei capitali.

Infine, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riferirà sullo stato e le prospettive dei negoziati per le relazioni Ue-Regno Unito dopo la Brexit, a seguito della sua cena di lavoro con il premier britannico Boris Johnson, e a ridosso ormai dell'uscita di Londra dal mercato unico europeo, entro tre settimane.

Il premier britannico è stato abbastanza pessimista e ha parlato di un probabile “no deal” con Bruxelles spingendo verso lo scenario Australia.

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