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Natale, ecco in quante case si accende oggi l’albero vero

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Albero di Natale - Sputnik Italia
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Il giorno della Festa dell’Immacolata è tradizionalmente dedicato dagli italiani all’addobbo dell’albero di Natale, una festa segnata quest’anno della pandemia di coronavirus, con Confagricoltura e Coldiretti che invitano a comprare un abete vero per sostenere un settore duramente colpito dall’emergenza.

Se infatti sono quasi tre italiani su quattro (72%) ad addobbare l’albero di Natale, nella maggioranza delle case prevale l’albero finto: quest'anno quello vero resiste nelle case di 3,5 milioni di famiglie nel rispetto di una tradizione che deve però fare i conti sia con la crisi economica che con la riduzione degli spazi domestici. E negli ultimi 15 anni, ha evidenziato Coldiretti, le dimensioni delle piante si sono accorciate di quasi 50 centimetri, con in media una altezza poco superiore al metro e mezzo.

“Mai come quest’anno c’è bisogno che le prossime festività ci portino buonumore, calore e speranza. Un albero di Natale vero è l’unico che fa atmosfera. Ed è coltivato esclusivamente per l’uso natalizio, senza l’utilizzo di prodotti nocivi per l’ambiente”, ha sottolineato Francesco Mati, presidente della Federazione florovivaistica di Confagricoltura.

Un albero vero all’insegna della sostenibilità

Per Confagricoltura comprare un abete vero e decorare la propria abitazione con ciclamini e Stelle di Natale è un comportamento all’insegna della sostenibilità. Nel ciclo di produzione dell'abete, l'impronta del carbonio, la cosiddetta carbon footprint, è ampiamente positiva, mentre non lo è affatto, anzi è alquanto impattante, nella produzione di alberi di Natale di plastica.

​In Italia la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana, nelle province di Arezzo e Pistoia, e in Veneto. Grazie agli alberi di Natale naturali Made in Italy è possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle, evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d’incendi.

"Niente a che vede con le piante di plastica che arrivano molto spesso dall’Estremo Oriente e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente", ha rimarcato Coldiretti.

Sostenere il florovivaismo colpito dall’emergenza Covid

Coldiretti ha evidenziato anche la necessità di sostenere il settore florovivaistico, che conta 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro, oggi in gravissime difficoltà a causa della pandemia di Covid. Confagricoltura ricorda che il settore conta sul periodo natalizio, che rappresenta circa il 15% degli affari delle imprese del settore.

“Anche a Natale conta ogni azione per contribuire a migliorare la qualità della vita, la nostra salute e sostenere un comparto essenziale per l’economia italiana”, ha concluso Mati.
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