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Domani lo sciopero del pubblico impiego, Serena Sorrentino (Fp Cgil): servono 500.000 assunzioni

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La ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha convocato i sindacati per il 10 dicembre, ma la convocazione è stata ritenuta tardiva e la protesta è stata confermata. Il garante per gli scioperi ha chiesto di contenere i disagi per i cittadini, in particolare nella Sanità, nel pieno della pandemia di Covid-19.

In un’intervista al Manifesto, la segretaria generale di Fp Cigl ha ammesso che “non è semplice fare uno sciopero in un momento in cui i lavoratori pubblici devono dare continuità ai servizi e sono accusati di essere privilegiati”. Ma la protesta arriva dopo che sulle richieste avanzate dal mondo del lavoro pubblico, ossia assunzioni, contratto e tutela della sicurezza, “da un anno non c’è stata una convocazione da parte del ministro”.

“Al primo posto c’è la richiesta di 500 mila assunzioni straordinarie e la stabilizzazione di 450 mila precari. Allo stesso tempo chiediamo di tutelare la salute, ma proprio oggi il ministero dell’Istruzione ha risposto alla nostra richiesta di fornire mascherine Ffp2 per il personale dicendo che non può farlo perché costano troppo”, ha spiegato Sorrentino.

"Ministro doveva convocarci prima per evitare lo sciopero"

Riguardo alla convocazione da parte del ministro Dadone, la segretaria ha sottolineato che “se voleva evitare lo sciopero doveva convocarci prima”, aggiungendo però che il sindacato chiede "che il confronto sia con il governo", perché “c’è un tema che riguarda il potenziamento del personale delle pubbliche amministrazioni anche per spendere al meglio le risorse europee a partire dal Recovery Fund e per farlo ci vuole attenzione anche agli enti locali”.

Garante chiede misure per contenere i disagi

Ieri la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha invitato i sindacati ad adottare, ”specialmente nelle regioni e nei territori più critici, ogni misura, anche straordinaria, ritenuta utile a mitigare e contenere i disagi per i cittadini, già profondamente provati sul piano personale, economico e sociale da un`emergenza pandemica che non ha precedenti almeno nella storia recente".

"Con particolare riferimento al delicato settore della Sanità, e certi del senso di responsabilità e abnegazione di tutto il personale sanitario, la Commissione ha invitato i soggetti proclamanti a ritenere che tutte le prestazioni rese nei cosiddetti 'reparti Covid' siano assimilabili a quelle previste dall'Assistenza d'urgenza, con ogni relativa conseguenza per le amministrazioni interessate in ordine alla corretta individuazione del contingente di personale esonerato dallo sciopero", ha sottolineato in una nota.
Sciopero in piena pandemia

Alla domanda su cosa succederà domani nelle corsie degli ospedali, la segretaria nazionale di Fp Cgil ha risposto:

“Lo sciopero è regolato dalla legge 146 e dovremo garantire i contingenti minimi che sono stati fissati prima del blocco del turn over e non aggiornati dappertutto. Per questo motivo paradossalmente al lavoro ci sarà più personale rispetto ai turni canonici, ma i lavoratori vogliono farsi sentire e indosseranno la scritta: ‘Non mi fermo ma protesto’".

Anche per il sindacato non è stato facile organizzare la protesta nel pieno della pandemia: “Per preparare lo sciopero abbiamo fatto un’assemblea su Zoom con 1.400 delegati. Domani avremo collegamenti sulle piattaforme, ma ci saranno presidi fisici nei luoghi di lavoro come Asl, Comuni, Prefetture”

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