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Burioni, mangiare insieme concentra i fattori di rischio contagio

© SputnikLa cena conclusiva della fiera "Buongiorno Italia", organizzata dall'ENIT in collaborazione con le regioni Puglia e Lombardia
La cena conclusiva della fiera Buongiorno Italia, organizzata dall'ENIT in collaborazione con le regioni Puglia e Lombardia - Sputnik Italia
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Il professore Roberto Burioni spiega in diretta televisiva come si diffonde il contagio in un luogo chiuso e perché le cene di Natale sono le più "pericolose" per la diffusione della pandemia.

“La situazione nella quale si concentrano molti di questi fattori di rischio, è quando mangiamo insieme”, lo ha detto ieri sera a Che tempo che fa su Rai 3 il professore Roberto Burioni in uno spazio che gli è stato concesso per spiegare agli italiani la diffusione del coronavirus negli ambienti al chiuso.

“Quando noi mangiamo non portiamo ovviamente la mascherina. Quando noi mangiamo stiamo in uno spazio chiuso. Perché in questo periodo dell’anno non si mangia all’aperto. E quando noi mangiamo parliamo, perché ci piace chiacchierare a cena. Quando mangiamo siamo vicini, perché siamo seduti allo stesso tavolo. E quando mangiamo, a cena, stiamo seduti più di 5 minuti perché ci piace stare in compagnia. Dunque, purtroppo, molti focolai epidemici sono stati legati ad episodi conviviali”, spiega il professor Burioni.

Burioni porta quindi l’esempio di un matrimonio negli USA con 55 invitati e un solo contagiato. Al termine della festa i contagiati sono risultati essere 30 e in seguito si è giunti a 177 contagiati, di cui 7 sono morti.

In provincia di Pavia è accaduta la stessa cosa ad un matrimonio con 34 invitati, dove in 21 sono rimasti contagiati. Le 21 persone hanno portato a casa il coronavirus contagiando ulteriori 13 persone, e da qui il virus è saltato in una scuola (2 casi) e in un altro ristorante dove si è svolto un battesimo, ed ancora in una seconda scuola dove in 5 hanno diffuso ulteriormente il contagio.

Niente bugie tranquillizzanti

“Non sono qui per raccontarvi delle bugie tranquillizzanti, ma per dirvi esattamente come stanno le cose, in modo che voi possiate comportarvi nel modo più sicuro possibile per voi e per i vostri cari,” dice Burioni verso la fine della sua spiegazione.

“Uno dei nostri sentimenti più belli è quello di volere stare insieme alle persone che amiamo, ma il virus è un nemico particolarmente vile, che sfrutta questa nostro sentimento, per contagiare, per fare ammalare, e anche per uccidere le persone alle quali vogliamo bene.”

Dobbiamo tenere duro, il virus al suo ultimo “quarto d’ora” spiega Burioni e poi potremo tornare a riabbracciarci grazie al vaccino.

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