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Tevere navigabile, un sogno che diventa realtà? Intervista al Sottosegretario Traversi - Esclusiva

© Sputnik . Aleksandr Makarov / Vai alla galleria fotograficaIl fiume Tevere, Roma
Il fiume Tevere, Roma - Sputnik Italia
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Il Tevere potrebbe diventare navigabile a disposizione dei romani e dei turisti, alla pari delle grandi capitali europee. Il Tevere, oggi poco valorizzato, ha rappresentato una grande risorsa fin dall’antichità e ora grazie ad un progetto inserito nel Recovery Plan un vecchio sogno potrebbe diventare realtà, con l’ok dell’Europa.

Roma non valorizza a pieno il Tevere, un fiume percorribile a tratti, ma che rappresenta una risorsa potenzialmente ricchissima per la città. Rendere il fiume della capitale navigabile è un’idea che riemerge regolarmente negli ultimi decenni senza sortire risultati concreti.

Oggi, grazie al Recovery Plan e ad un progetto “green” presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con la Città Metropolitana di Roma Capitale, il Tevere navigabile potrebbe diventare realtà. Un itinerario di 60 chilometri dal porto turistico di Fiumicino fino a Castel Giubileo. Quali sono i costi e le principali sfide del progetto? Quale beneficio economico potrebbe portare il Tevere navigabile dal mare fino al centro di Roma? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in esclusiva Roberto Traversi, Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti.

© Foto : Ufficio stampa Roberto Traversi, Sottosegretario alle Infrastrutture e ai TrasportiRoberto Traversi
Tevere navigabile, un sogno che diventa realtà? Intervista al Sottosegretario Traversi - Esclusiva - Sputnik Italia
Roberto Traversi

— Rendere navigabile il Tevere, è un tema di cui si discute da molti anni senza mai giungere ad un risultato. Sottosegretario Traversi, il progetto da voi presentato questi giorni renderà fattibile quest’iniziativa? Perché adesso è possibile?

— Se n’è dibattuto per circa 20 anni, questo è vero. Diversi studi di fattibilità sono stati fatti: questi hanno dimostrato che la navigabilità del Tevere, un fiume sempre stato navigabile in passato, è possibile riuscendo ad eliminare i dislivelli. Si potrà avere un tragitto dal mare fino al centro di Roma.

Ora è possibile perché è un progetto che abbiamo sposato e abbiamo presentato a tutti gli enti territoriali, nessuno ha eccepito nulla. Tutti gli enti hanno dimostrato un pieno entusiasmo nel portare a termine il progetto. Il secondo motivo è che nel contesto del Recovery Plan abbiamo una possibilità come Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di realizzare quest’iniziativa presentando un progetto preliminare a buon punto. Se il progetto verrà avallato dall’Europa avremo la possibilità di finanziare quest’importante iniziativa. Non si tratta di opere titaniche, cambiando il livello idraulico del fiume si avrà la navigabilità.

— Quali sono i costi del progetto? Quando pensate possano arrivare le risorse dall’Europa?

— La scadenza è la fine di quest’anno, questo è il termine per inserire il progetto nella lista delle opere per cui il Mit chiede il finanziamento. Entro il 2021 il progetto dovrà avere un bando definitivo. Oggi abbiamo uno studio di fattibilità tecnico-economico. L’Europa richiede che per il 2026 vengano realizzate le opere, abbiamo quindi dei termini molto perentori, questi vanno rispettati per avere accesso ai finanziamenti europei.

Il costo previsto è di 300 milioni di euro. Vi è una parte di fondi europei che possono essere reperiti per quanto riguarda la mobilità sostenibile. Il percorso green dei battelli potrebbe ottenere 100 milioni.

— Il vostro progetto infatti andrebbe ad utilizzare imbarcazioni a basso impatto ambientale. Puntate sull’aspetto verde per ottenere l’”ok” dell’Europa?

— Da una parte è una bonifica ambientale, le imbarcazioni elettriche aiuteranno a decongestionare il traffico urbano. Secondo le previsioni per quanto riguarda i turisti che arrivano dai porti questo progetto è ancora più interessante. Roma così andrebbe a seguire le linee delle principali capitali europee. È un progetto coinvolgente anche emotivamente.

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Tevere diventerà navigabile: progetto da 300 milioni di euro

— Quali sono le sfide principali e gli aspetti più difficili del progetto?

— Ho fatto confronti con esperti a livello nazionale per quanto riguarda l’idraulica. I passaggi più difficili in realtà sono sempre quelli delle infinite competenze. Se uno va a valutare chi sul Tevere possa avere una responsabilità giuridica nell’avallare determinate opere può accorgersi che dall’Autorità Portuale arriviamo alla Città Metropolitana, al Comune di Roma e alla Regione. Questa estrema frammentarietà porta più difficoltà. È un passaggio che però in modo preliminare abbiamo già fatto, quanto meno la volontà di venirne a capo da parte di tutti c’è.

Potremo scontrarci con delle difficoltà in futuro, è implicato anche il Ministero dei Beni Culturali, bisognerà ad esempio fare delle verifiche archeologiche. Le insidie sono tante, ma c’è la piena volontà di raggiungere l’obiettivo, questo è un passo importante rispetto alle vicende che si sono sviluppate prima.

— Le altre capitali europee da Parigi a Vienna hanno un fiume navigabile a disposizione dei cittadini e dei turisti. Roma invece fino ad ora non ha valorizzato a pieno il Tevere. Da un punto di vista turistico ed economico qual è l’impatto di questo progetto per la Capitale?

— Il beneficio economico è enorme. Parliamo di 2 milioni di turisti all’anno che arrivano attraverso i porti. Questo progetto permetterebbe di dare una nuova linea turistica, la vista dal fiume è eccezionale, la Roma vista dal Tevere è bella e regala un’altra prospettiva rispetto alla meraviglia che vediamo percorrendo le strade.

Traffico in una via di Roma - Sputnik Italia
La soluzione al traffico di Roma? In tavola da surf sul Tevere - foto

Vi è inoltre la possibilità di bonificare la parte del territorio vicino a Fiumicino, dove ci sono delle oasi naturalistiche di livello eccezionale, ricordiamoci anche del Parco Archeologico di Ostia Antica, anche alla foce del fiume abbiamo diversi parchi naturali. Potrebbe essere un pacchetto intero che si offre ai turisti migliorando quanto già di meraviglioso ci dona Roma.

— Le imbarcazioni partirebbero dal mare, quindi anche da Ostia. Si sa, l’idroscalo è in uno stato di degrado assoluto. Avete in programma dei lavori di recupero della zona prima di passare al progetto vero e proprio?

Parlando di Fiumicino per decreto abbiamo già avallato e finanziato con le risorse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delle opere molto importanti di recupero ambientale. Civitavecchia e Fiumicino sono i due porti che fanno parte della stessa autorità dai quali si andrebbe a diramare tutto il resto. Tanti progetti sono già stati avviati soprattutto con il decreto agosto che ha premiato in particolare Fiumicino.

— Su Ostia invece qual è la situazione? Come potreste agire nel contesto dell’Idroscalo?

— Il progetto definitivo deve essere avallato entro la fine dell’anno prossimo, si potrà valutare anche questo. Abbiamo già fatto con le autorità passaggi precedenti che porteranno ad un miglioramento integrale della situazione. Questo non è legato alla navigabilità del Tevere. Le attività portuali sono sempre sotto mia delega, su questo ci confrontiamo regolarmente. Qualcosa stiamo già facendo, ciò però non è legato al problema della navigabilità del Tevere.

— A chi definisce questo progetto troppo ambizioso rispetto alle necessità della città come lo stato dell’asfalto e il problema dei rifiuti lei cosa risponderebbe?

— Secondo me per una questione politica e progettuale noi dobbiamo essere ambiziosi. L’importante è portare le cose a termine. Se fosse un raggio di sole fine a sé stesso non avrebbe senso. Portando a termine un simile progetto avrebbe un valore importante che non va a togliere nulla alle altre iniziative. Sui rifiuti ci sono altri fondi di investimento, che sicuramente non verranno presi dal Recovery Fund. L’Europa premia determinati percorsi, bisogna essere bravi e virtuosi a riuscire ad avere l’avallo su questi progetti.

Il problema dell’asfalto è una cosa completamente diversa, si tratta di fondi di investimento diversi. Ci vuole impegno su tutti questi settori, tanto si sta già facendo secondo me, la marcia si è un po’invertita negli ultimi anni.

— Vorrebbe aggiungere qualcos’altro in chiusura?

— La città di Roma è stata costruita attraverso il Tevere. La legna per scaldarsi arrivava sempre dal fiume. Il Tevere è sempre stata la principale strada per arrivare a Roma soprattutto nell’Antichità. Da una parte si è dovuto provvedere alla sicurezza dei cittadini perché le inondazioni erano importanti e provocavano enormi danni. Sono nati così i muraglioni. Quest’opera ha messo in sicurezza la città, d’altra parte però ha isolato il Tevere. Una volta la gente andava sul fiume a sviluppare la propria vita e le proprie attività, era un centro importante anche a livello di aggregamento.

Il nostro progetto è un modo per riprendersi quel percorso, bonificare tutte le aree rimaste isolate e dare una nuova spinta al turismo.

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