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Mes, ecco chi potrebbe andare in soccorso di Conte

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Presidente Conte in Senato per l'informativa sugli esiti del Consiglio europeo
Il Presidente Conte in Senato per l'informativa sugli esiti del Consiglio europeo - Sputnik Italia
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Continuano le tensioni in casa Cinque Stelle mentre il Pd lancia ultimatum agli alleati. Il premier Giuseppe Conte è sicuro che avrà la maggioranza sul Mes, ma i numeri al Senato sono ancora incerti: ecco chi potrebbe votare sì e salvare il governo.

Proseguono le tensioni sul voto di mercoledì prossimo sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità. I Cinque Stelle sono sempre più divisi, tanto che, rivela un retroscena di Repubblica, i vertici del Movimento sarebbero pronti a mettere alla porta quei parlamentari dissidenti che nelle scorse ore hanno annunciato di voler bocciare la riforma del Mes.

Per chi voterà “no”, insomma, potrebbe esserci addirittura l’espulsione.

Nel frattempo, va avanti il pressing del Pd, che continua a lanciare ultimatum agli alleati di governo. “Con un no all’Europa non avrebbe senso portare avanti questa esperienza”, dice il capogruppo dei deputati Dem, Graziano Del Rio, intervistato dallo stesso quotidiano.

Sullo sfondo c’è l’incognita del voto in Senato, dove i numeri per la maggioranza sono davvero risicati.

Al netto della presa di posizione dei tre principali partiti di opposizione, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che hanno annunciato nei giorni scorsi la loro contrarietà alla riforma del fondo Salva-Stati e, nel caso delle formazioni guidate da Salvini e Meloni, anche all’utilizzo di questo strumento, secondo un altro retroscena, stavolta del Corriere della Sera, ad andare in soccorso del premier potrebbero essere i centristi e anche qualche senatore del gruppo misto.

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C’è poi una parte di Forza Italia che, nonostante i comunicati ufficiali, continua a sostenere una linea europeista e che si è espressa favorevolmente in passato sulla riforma.

Più probabile, però, rispetto ad una spaccatura in seno al partito di Silvio Berlusconi, c’è, secondo il Corriere, l’apertura di un canale di dialogo con i centristi dell’Udc di Lorenzo Cesa.

Il partito può contare su tre senatori e uno di loro, Saccone, si è già espresso sul tema, rivelando che il gruppo è orientato a dire sì alla riforma. “Per noi sarebbe davvero difficile votare no”, ha detto citato dallo stesso giornale, rivendicando il proprio orientamento europeista e l’appartenenza al Ppe.

Incerta anche la posizione dei senatori del partito del governatore ligure Giovanni Toti, che ha presentato una mozione per chiedere “garanzie” al governo sul Mes. Poi ci sono i senatori del gruppo misto.

Tanti di loro, scommettono i commentatori come Gianfranco Pasquino, potrebbero votare sì sull’onda della presa di posizione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ovvero, in caso di crisi, l’unica strada sarà quella del voto. Un’eventualità che molti parlamentari, soprattutto quelli rimasti senza una collocazione, vorrebbero evitare.

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