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Una manifestazione per il rilascio dei pescatori sequestrati, l'armatore: "Riportateli a casa"

© AP Photo / Ibrahim AlaguriPescherecci nel porto di Bengasi, Libia
Pescherecci nel porto di Bengasi, Libia - Sputnik Italia
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A mezzogiorno decine di pescherecci hanno suonato le sirene per chiedere la liberazione dei pescatori sequestrati lo scorso primo settembre dai miliziani del generale Khalifa Haftar. L'appello dell'armatore, Marco Marrone, all'Adnkronos: "Riportateli a casa entro Natale".

“Riportate a casa i marittimi entro Natale”. È questo l’appello di Marco Marrone, armatore del peschereccio Medinea, sequestrato lo scorso primo settembre, durante una battuta di pesca dai miliziani del generale Khalifa Haftar. Da allora 18 membri dell’equipaggio sono rinchiusi nel carcere di El Kuefia, a sud di Bengasi, e usati come merce di scambio dall’uomo forte della Cirenaica.

Un appello, quello dell'armatore, che si associa a quello affidato la settimana scorsa a Sputnik Italia dalla signora Rosetta, mamma di Pietro Marrone, il capitano dell’imbarcazione sequestrata. Anche lei denunciava come dalla telefonata dello scorso 11 novembre dei ragazzi prigionieri dei libici non si fossero avute più notizie.

"Da allora è passato quasi un altro mese ed è di nuovo calato il silenzio assoluto", si è sfogato l’armatore, intervistato dall’Adnkronos. “La Farnesina ci chiama al telefono ma dicono sempre le stesse cose, come se fosse una voce registrata – aveva detto a Sputnik Italia la mamma del capitano - dicono che stanno lavorando, che loro stanno bene, ma noi siamo preoccupati”.

La stessa versione viene confermata oggi anche da Marrone. Dopo un incontro con Di Maio, racconta all’Adnkronos, ci sono stati contatti soltanto con l’Unità di crisi. Oggi, in un’intervista a Repubblica, il premier Giuseppe Conte ha ricordato che il governo sta “lavorando intensamente” e “a tutti i livelli”. Ma la trattativa sembra ancora lontana da un punto di svolta, con Haftar che da oltre tre mesi tiene di fatto sotto scacco il governo italiano.

"Diciotto pescatori, diciotto lavoratori, italiani, tunisini, senegalesi, indonesiani, da 96 giorni lontani da casa non per i Dpcm o per i decreti di Conte ma perché sono stati sequestrati dalle autorità libiche e nel disinteresse almeno apparente, almeno evidente, del governo sono lontani da casa, dal loro lavoro, dalla loro Mazara, dalle loro famiglie”, protesta il leader della Lega, Matteo Salvini.  

Lorenzo Viviani, deputato del suo partito oggi ha promosso un flash mob per chiedere la liberazione dell’equipaggio dei due pescherecci Medinea e Antartide. Nei porti di tutta Italia a mezzogiorno sono risuonate le sirene dei pescherecci “in segno di affetto e di vicinanza per i diciotto pescatori”.

“Tutte le marinerie italiane, dal più piccolo porto alla più grande marineria peschereccia, si sono unite in un forte abbraccio rivolto a questi italiani e non solo che, nel vergognoso disinteresse del governo, sono trattenuti lontano dal loro Paese”, spiega il parlamentare in un comunicato.

“Un suono commovente – aggiunge - e carico di significato: giustizia per i colleghi sequestrati mentre svolgevano il loro lavoro nelle acque libiche”. Alla manifestazione hanno partecipato anche le famiglie dei pescatori prigionieri di Haftar.

“L’Italia in passato ha pagato per riportare a casa uomini e donne che erano in giro, non per lavoro, in posti pericolosi – ha proseguito Salvini – qui si tratta di riportare a casa diciotto uomini, diciotto lavoratori, diciotto onesti pescatori italiani che nel disinteresse del governo sono trattenuti altrove”. “Da 96 giorni ci sono famiglie che aspettano un segnale di vita, governo sveglia!”, incalza il leader della Lega che denuncia come sia già “passato troppo tempo”.

Un gesto concreto, nel frattempo, come riferisce RaiNews24 è arrivato dall’assemblea regionale siciliana che ha devoluto 150 mila euro alle famiglie dei marittimi.

Alla tragedia umana, infatti, si affianca anche quella economica, con decine di famiglie rimaste senza un reddito. Secondo quanto dichiarato da Marrone all’Adnkronos le perdite, soltanto per lui, “si aggirano attorno ai 300mila euro”.

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