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Mes e banche, per la stampa tedesca l'Italia è una “polveriera che può far esplodere l’eurozona”

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra la Cancelliera federale della Germania, Angela Merkel
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra la Cancelliera federale della Germania, Angela Merkel - Sputnik Italia
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I quotidiani tedeschi accusano l'Italia di rallentare l'economia dell'eurozona. Ora le tensioni sul Mes preoccupano Berlino e alimentano i giudizi negativi della stampa tedesca.

L’Italia è una “polveriera che potrebbe far esplodere l’eurozona”. A dirlo è un editoriale del Boersen Zeitung, il quotidiano di riferimento della Bundesbank tedesca, ripreso dall’Huffington Post.

A Francoforte si guarda con sospetto alla gestione Made in Italy della crisi economica prodotta dalla pandemia. Lo stesso quotidiano finanziario accusa il governo di aver “sprecato” cento miliardi senza raggiungere risultati concreti. Le prestazioni negative dell’industria italiana, accusa ancora il Boersen Zeitung, rallentano la ripresa dell’intero continente. Tra gli errori degli ultimi mesi, secondo lo stesso quotidiano, ci sono il salvataggio di banca Carige e della Popolare di Bari e ancora i dossier Ilva e Alitalia.

Il timore dell’establishment tedesco, ora, è che l’Italia possa non essere in grado di gestire “l’opportunità unica offerta dal programma di ricostruzione europeo”, con ripercussioni negative sull’economia di tutta Europa. Il nostro Paese, insomma, secondo i giornali tedeschi, resta il “grande malato d’Europa”. Tanto che il Boersen Zeitung invita persino a mettere in discussione “l’opportunità di una permanenza dell’Italia nell’Eurozona”.  

A preoccupare, in queste ore, è il dibattito sul Mes. Dopo l’altolà di Beppe Grillo, il premier Giuseppe Conte, in una lunga intervista a Repubblica, spiega di non temere il voto sulla riforma del fondo salva-Stati. Mercoledì prossimo il Parlamento dovrà ratificare l’accordo raggiunto nella riunione dell’Eurogruppo e 62 parlamentari grillini (52 deputati e 17 senatori) hanno annunciato che voteranno no, ribadendo la propria contrarietà all’attivazione delle linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità. “Il voto non sarà sull’attivazione del Mes ma su alcune modifiche che, grazie al contributo dell’Italia, sono servite a migliorarlo”, assicura Conte. 

Ma il governo, che lunedì si prepara ad approvare il budget del Recovery fund e ad “approfondire una sessantina di progetti” che serviranno a superare le “carenze strutturali del Paese”, resta appeso al voto di mercoledì prossimo. Matteo Renzi, in un’intervista a La Stampa scommette che il Movimento 5 Stelle “non impallinerà Conte in Parlamento, assumendosi la responsabilità di mandarlo a casa”.

E sul rimpasto assicura: “È un tema chiuso”. Ma poi si dice scettico sul fatto che il governo con questa “squadra” possa durare fino al 2023. Più categorica la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che intervistata dal Messaggero dice: “O crolla Conte o crolla il M5S”.

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Il fatto che il Parlamento possa rifiutarsi di ratificare la riforma del fondo salva-Stati impensierisce i tedeschi. Non solo, a Berlino sono in molti a temere che il sistema italiano possa non essere in grado di gestire i fondi del Recovery fund.

La Merkel, ricorda l’Huffington Post, nei mesi scorsi ha già fatto pressioni perché l’Italia attivasse il fondo salva-Stati per sostenere la sanità. Mentre qualche mese fa il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, intervistato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, aveva chiesto tra le righe ai Paesi “ad alto debito” di introdurre la “patrimoniale”.

Insomma, il rischio di una nuova crisi è dietro l’angolo e a questo si aggiungono le preoccupazioni per la tenuta del sistema bancario italiano. Tutti fattori che contribuiscono ad alimentare i giudizi negativi sul nostro Paese.

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