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Fitch Ratings Italia BBB- confermato, ma governo lento su riforme medio termine

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Fitch Ratings conferma il rating sul debito pubblico dell'Italia e gli assegna un outlook stabile, ma non è merito del governo diviso, ma delle imprese e dell'appartenenza all'eurozona.

Fitch Ratings conferma il rating per l’Italia a BBB- con outlook stabile, tuttavia non nasconde che la perpetua instabilità del Governo e in particolare dell’attuale compagine di governo, potrebbe essere un ostacolo alla futura ripartenza a causa del “debito pubblico molto alto” e di una situazione dell’economia strutturalmente negativa che continuano a pesare sul rating.

Allo stesso tempo, scrive Fitch Ratings, a supportare ancora l’Italia che è a un passo dal rating “spazzatura”, è l’appartenenza all’eurozona, l’alto valore aggiunto dell’economia, e il reddito nazionale pro capite degli italiani.

A supportare l’Italia ancora, scrive Fitch Ratings aggiornando il rating sul debito nazionale, vi è anche il programma di quantitative easing (QE) della Banca centrale europea e il fatto che il settore privato è moderatamente indebitato, inoltre la scadenza media del debito pubblico (di 6,95 anni) è favorevole. Premia l’Italia anche un resiliente avanzo delle partite correnti e una posizione patrimoniale netta sull’estero prossima al pareggio.

Il Pil dell’Italia secondo Fitch Ratings

Fitch Ratings ha rivisto il PIL dell’Italia per il 2020 e per i prossimi due anni. Il PIL del 2020 sarà del -9,1% secondo la loro stima, nel 2021 salirà del +4,5% e nel 2022 il PIL dell’Italia salirà di un ulteriore 4,3%.

Ciò significa che la caduta di PIL di quest’anno potrebbe non essere recuperata nei prossimi due anni.

La ripresa ‘appesa’ al Next Generation EU

Per Fitch Ratings la ripresa economica dell’Italia passa per il Next Generation EU (NGEU), saranno i fondi europei ad aiutare l’Italia a far ripartire l’economia.

L’agenzia di rating stima che lo stimolo generato dal programma di aiuti varrà lo 0,4% del PIL del 2019 nel 2021 e il 2,2% nel 2022.

Le divisioni nel Governo

Le divisioni all’interno della maggioranza sulle riforme e sulle priorità, persiste ed ha il potenziale di ritardare l’implementazione di strategie credibili di medio termine, scrive l’agenzia di rating.

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