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Pizzeria "Falcone e Borsellino", la sentenza choc dei giudici tedeschi: "Qui non li conosce nessuno"

© FotoGiovanni Falcone e Paolo Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - Sputnik Italia
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Fa discutere la sentenza dei giudici tedeschi che hanno respinto il ricorso di Maria Falcone, dando ragione al ristoratore di Francoforte sul Meno che ha usato il nome dei due magistrati per la sua pizzeria a "tema mafia". Il ministro Bonafede: "Grave e inaccettabile offesa alla memoria".

La celebre foto di Tony Gentile datata marzo ’92 che ritrae i due magistrati antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, spalla a spalla, appesa accanto al poster di Marlon Brando nei panni del “padrino” don Vito Corleone.

Per Constantin Ulbrich, ristoratore di Francoforte sul Meno, la mafia evidentemente è un fenomeno macchiettistico. Roba da film. Quei nomi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, li avrà sentiti di sfuggita, in televisione, associati a Cosa Nostra. E così ha deciso di intitolare ai due giudici simbolo della lotta alla criminalità organizzata la sua pizzeria che è un tripudio di cliché. Quei nomi li ha stampati pure sul menù, incorniciati dai fori di proiettile. E gli ha dedicato due pizze.

Forse non sa che Falcone e Borsellino non sono personaggi venuti fuori da una pellicola di Hollywood, ma due servitori dello Stato che hanno sacrificato le loro vite sull’altare della legalità. Un esempio di devozione alla verità e alla giustizia con pochi eguali al mondo. Maria, professoressa e sorella di Giovanni Falcone, non ci sta a vederli ridicolizzati.

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Così si è rivolta ai giudici tedeschi per chiedere di vietare all’imprenditore di utilizzare impropriamente il nome di suo fratello. Ma il ricorso ieri è stato respinto. Il motivo? “Il tema della lotta alla mafia non è più sentito dai cittadini”, si legge su la Repubblica, e il giudice Falcone “in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria”.

Per Maria, citata dallo stesso quotidiano, si tratta di “una sentenza che addolora”. E anche imprecisa, visto che, sottolinea la professoressa, recentemente nell’ambito della “Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale riunita a Vienna, è stata approvata all'unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale”.

Maria Falcone non si dà per vinta e promette che presenterà ricorso in appello. Ma intanto la vicenda è già diventata un caso diplomatico. “Scriverò alla ministra della Giustizia tedesca, Christine Lambrecht”, annuncia su Facebook il Guardasigilli Alfonso Bonafede.

“È giusto che io rappresenti alla ministra l’effetto culturalmente devastante di una sentenza di questo tipo – continua il post - chi ha scritto quella sentenza ignora che Giovanni Falcone è stato un pioniere della cooperazione internazionale (sue peraltro le prime indagini sugli investimenti di Cosa nostra all’estero); le cui intuizioni sono alla base della Convenzione di Palermo, cui oggi aderiscono ben 190 paesi in tutto il mondo”.

"Non si tratta soltanto di palese e inequivocabile pessimo gusto ma di una grave e inaccettabile offesa alla memoria di due magistrati che hanno perso la vita per servire il nostro paese nella lotta a Cosa Nostra”, spiega Bonafede che annuncia di aver “già dato incarico ai competenti uffici del ministero di verificare le condizioni per promuovere le più idonee ed efficaci azioni giudiziarie, in Germania e in Italia, a tutela del prestigio dei giudici Falcone e Borsellino e, dunque, delle istituzioni italiane”.

“A quanto si apprende, tra l'altro, le motivazioni della sentenza sono sconcertanti: il ricorso sarebbe stato respinto perché sarebbero passati 30 anni dalla morte di Falcone e il tema della lotta alla mafia non sarebbe più così sentito tra i cittadini”, nota il ministro. “Tutelare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ricorda - vuol dire salvaguardare il valore, ormai planetario, della lotta alla mafia”.

Le polemiche arrivano fino in Parlamento, con Gianluca Cantalamessa, capogruppo Lega in commissione Antimafia, che protesta contro la sentenza dei giudici tedeschi definita “intollerabile”: “A nessuno, e per nessuna ragione al mondo, può essere consentito di infangare la memoria di due eroi italiani che hanno sacrificato la propria vita per combattere la criminalità organizzata, piaga mondiale dalla quale, stando alle cronache, nemmeno la Germania è purtroppo immune”.

"Non lasceremo che chi ha combattuto la mafia, sacrificando la propria vita in nome della legalità e della giustizia diventi oggetto di deplorevoli campagne pubblicitarie", protestano via social anche i deputati del Pd. "Proteggere la memoria di Falcone e Borsellino - ricordano - è un dovere".

​"Mi auguro che Germania intervenga a tutela dei nomi di Falcone e Borsellino, dopo la sentenza di un tribunale tedesco che sminuisce lotta a criminalità organizzata e permette venga loro intitolata una pizzeria per motivi pubblicitari, noi non dimentichiamo", ha scritto su Twitter anche il leader della Lega, Matteo Salvini.

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