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Guerini incontra Netanyahu a Tel Aviv: focus su cooperazione militare e instabilità nel Mediterraneo

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Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, incontra l'omologo israeliano, Benny Gantz, e il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu a Tel Aviv. Al centro degli incontri lo sviluppo della cooperazione militare bilaterale, le tensioni nel Mediterraneo Orientale e la situazione in Medio Oriente.

Le tensioni nel Mediterraneo Orientale, il contributo italiano alla missione UNIFIL in Libano e il rafforzamento della cooperazione militare bilaterale sono stati tra i temi al centro della visita in Israele del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ieri a Tel Aviv ha incontrato l’omologo Benny Gantz e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

“Le profonde radici storiche che caratterizzano i rapporti bilaterali tra Italia e Israele sono un riferimento costante della politica internazionale nell’ambito del nostro contributo alla stabilità nel Medio Oriente”, ha detto Guerini incontrando il ministro della Difesa di Israele.

L’Italia, ha assicurato il nostro ministro della Difesa, è impegnata nella “stabilizzazione della regione” con i suoi militari dispiegati all’interno del contingente dell’Unifil e guarda con attenzione alla situazione nel Mediterraneo orientale, “sottolineando l'azione italiana per garantire il rispetto degli interessi nazionali e, al contempo, di assicurare il dialogo tra gli attori nella regione”.

L’incontro con il premier Netanyahu, invece, è stato incentrato sul ruolo delle “Forze armate italiane nell’emergenza Covid e sui contributi che la Difesa sta apportando al sistema Paese per l’emergenza”. Proprio su questo il premier israeliano ha chiesto di essere aggiornato dal ministro. La conversazione poi si è spostata sul quadro di “stabilità e sicurezza” della regione.

Secondo quanto si apprende dal ministero della Difesa italiano in entrambi gli incontri è stata sottolineata la volontà condivisa di “sviluppare ulteriormente gli ambiti di cooperazione nel settore specifico della Difesa”. “Una collaborazione – ha detto Guerini a Netanyahu - che contribuisce sia alla rispettiva sicurezza dei Paesi che a ulteriori positive ricadute in termini industriali”.

“Sul piano tecnico-militare Italia e Israele incrementano da anni le acquisizioni dei rispettivi prodotti per la Difesa”, commenta Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, sentito da Sputnik Italia.

“L’Aeronautica israeliana – ha ricordato l’esperto - ha acquisito 30 aerei da addestramento avanzato Leonardo M-346 e nel settembre di quest’anno 12 elicotteri per l’addestramento Leonardo AW119Kx con due simulatori di volo”.

Dall’altra parte, invece, sottolinea Gaiani, “l’Italia ha acquisito due aerei Gulfstream G550 CAEW con funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, un satellite da osservazione OPSAT 3000 e quest’anno lanciatori e missili anticarro Spike”. “Anche la cooperazione tra le aziende del settore Difesa dei due paesi – va avanti - è in crescita, con partnership tra Leonardo ed Elbit Systems nel settore dei simulatori di volo per elicotteri”.

“Circa i possibili sviluppi futuri, l’Esercito Italiano ha reso noto nel maggio di quest’anno di voler intensificare la cooperazione con Israele in diversi settori e questo determina il coinvolgimento di diverse aziende italiane”, ha aggiunto l’analista.

Sul piano geopolitico, invece, spiega Gaiani a Sputnik Italia, a tenere banco c’è stata “la crisi tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo Orientale, ricco di giacimenti di gas, che coinvolge anche gli altri Stati della regione”. “Inoltre – prosegue l’esperto - l’Italia schiera 1.100 caschi blu nella missione dell’ONU nel sud del Libano (UNIFIL), di cui Roma detiene anche il comando”.

“Una regione da sempre delicata – conclude - ma che potrebbe surriscaldarsi in seguito alle rinnovate tensioni tra l’asse Israele-Stati Uniti e l’Iran dopo l’uccisione di uno scienziato nucleare e un comandante dei pasdaran, tenuto conto degli stretti legami che uniscono Teheran con le milizie scite libanesi Hezbollah”.
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