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Fontana sul dpcm di Natale: 19 dicembre sarà fuga di massa come 7 e 8 marzo

© Foto : Evgeny UtkinPresidente della Lombardia Attilio Fontana
Presidente della Lombardia Attilio Fontana - Sputnik Italia
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Dure critiche del presidente della Regione Lombardia alle scelte contenute nel dpcm di Natale annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Richieste Regioni non considerate afferma.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, torna a criticare il dpcm di Natale e lo fa a proposito delle disposizioni che restringono la mobilità tra le regioni a partire dal 21 dicembre prossimo.

“Il 19 dicembre, se restano così le regole, rischiamo di rivivere quello che abbiamo visto tra il 7 e l’8 marzo”, ricorda Fontana intervenendo al programma di Canale 5, ‘Mattino 5’, lo riporta TGCom24.

Ovvero l’esodo di massa che si scatenò in una notte, dopo l’annuncio di uno dei primi dpcm Conte che chiudeva la Regione Lombardia. I treni in particolare furono presi d’assalto da lavoratori del Sud domiciliati in Lombardia che tentarono il rientro precipitoso, mentre quella stessa notte i presidenti delle Regioni del Sud, tra cui Campania e Calabria, imposero la quarantena ai rientranti.

"Bisognerà parlare con prefetture e forze dell’ordine per evitare che in quel momento si creino più danni rispetto a quelli che si cercano di evitare con il Dpcm di Natale", ha affermato Fontana.

Le critiche di Fontana al dpcm di Natale

Le critiche del presidente della Lombardia al dpcm di Natale spiegato in diretta TV dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non si sono fatte attendere.

“Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto ’lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni”, ha scritto Fontana.

“Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo, con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile”, ha concluso il presidente della Lombardia esprimendo tutta la sua insoddisfazione e delusione personale.

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