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M5S, 69 parlamentari scrivono a Crimi e Di Maio: "No alla riforma del Mes"

© Sputnik . Aleksey VitvitskiyBandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo
Bandiere dei paesi dell'UE di fronte all'edificio principale del Consiglio d'Europa a Strasburgo - Sputnik Italia
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L'Eurogruppo ha approvato lunedì la riforma dopo che l'Italia ha tolto il veto. Il voto in parlamento sarà il prossimo lunedì 9, il centrodestra voterà contro.

In vista del voto del 9 dicembre in Parlamento, 69 parlamentari del M5S, 17 senatori e 52 deputati, per chiedere dire no alla riforma del Mes. 

Tra i firmatari della lettera indirizzata ai vertici del movimento, il portavoce Vito Crimi e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, spicca il nome del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, e dell'ex ministro per il Sud, Barbara Lezzi.

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I firmatari si dicono pronti a bloccare la riforma con il voto contrario se le loro richieste non verranno accolte e ricordano l'impegno assunto dal Governo nel 2019 con una risoluzione a firma  “in ordine alla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, a non approvare modifiche che prevedano condizionalità” che avrebbero finito “per penalizzare quegli Stati membri che più hanno bisogno di riforme strutturali e di investimenti”.

"Consci delle diverse posizioni nella maggioranza, che non vogliamo in nessun modo mettere a rischio - sottolineano i parlamentari -, chiediamo che nella prossima risoluzione parlamentare venga richiesto che la riforma sia subordinata alla di tutti gli altri elementi (EDIS e NGEU) delle riforme economico-finanziarie europee in ossequio alla logica di pacchetto, o in subordine, a rinviare quantomeno gli aspetti più critici della riforma del Mes", si legge nel testo. 

"Anche lo scorso anno si dava tutto per chiuso - prosegue la lettera - ma siamo riusciti nel nostro intento, ora è il momento di non arretrare su posizioni che non sono nostre. Ciò è ancora più vero in un momento storico in cui serve reale integrazione europea e spirito di solidarietà fra i Paesi dell'Eurozona, piuttosto che il potenziamento di istituzioni intergovernative esterne alle istituzioni comunitarie. In difetto, l'unico ulteriore passaggio che i parlamentari del Movimento 5 Stelle avrebbero per bloccare la riforma del Mes sarebbe durante il voto di ratifica nelle due Camere". 

I parlamentari rilevano un cambiamento nella "volontà di quasi la metà del parlamento di accedere al Mes", uno strumento che reputano "ancora più inadeguato" nel nuovo contesto "macroeconomico legato alla pandemia Covid". 

Questo lunedì il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, ha annunciato un accordo sulla riforma del Mes, dopo che l'Italia ha tolto il veto. Il nuovo trattato verrà firmato a gennaio, dando il via al processo di ratifica a livello nazionale.

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