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Bologna, tunisini finanziavano un foreign fighter con il reddito di cittadinanza

© Foto : Evgeny UtkinCoronavirus in Italia
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Gli indagati, che trasferivano soldi ad un foreign fighter in patria, dovranno ora restituire circa 12.000 euro, percepiti dopo aver dichiarato posizioni reddituali e lavorative false.

La Guardia di Finanza di Bologna ha smascherato il finanziamento di un foreign fighter islamico iscritto nelle liste antiterrorismo del Belgio e localizzato in Tunisia da parte di due connazionali residenti in Emilia Romagna. A riportarlo quest'oggi è il portale Bologna Today.

Le indagini, condotte dalle Fiamme gialle del G.I.C.O. - Gruppi d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata - del nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna sotto la direzione del p, Antonio Gustapane, hanno portato alla luce dei trasferimenti che venivano effettuati attraverso un money transfer situato in provincia di Ferrara e sono state svolte nell'ambito delle attività di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario con finalità di finanziamento al terrorismo. 

A portare sulla pista giusta gli inquirenti sono state le operazioni sospette, che sono sfociate nell'analisi dei flussi di conti correnti bancari e il ricorso alla cooperazione internazionale con l'Europol attraverso il Terrorism finance tracking program.

Il reddito di cittadinanza per finanziare il terrorismo

L'inchiesta ha inoltre chiarito che i quattro giovani tunisini percepivano il reddito di cittadinanza, dichiarando posizioni reddituali e lavorative false.

Proprio con i soldi ottenuti dal sussidio, circa 12.000 euro che ora saranno tenuti a restituire, i quattro avevano deciso di finanziare il terrorismo in patria.

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