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Il traffico di embrioni e le zone grigie dei “figli su richiesta” che passano anche per l’Italia

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Il reportage pubblicato da Avvenire, le scappatoie lasciate dalla legge 40 e il boom di siti che offrono servizi in Ucraina, Spagna e Usa per le coppie italiane.

Li chiama “embrioni viaggiatori” il reportage pubblicato da Avvenire e firmato dalla giornalista francese Louise Audibert per La Croix Hebdo che descrive il viaggio degli embrioni congelati e trasportati in giro per il mondo. Una rotta che, con le sue zone poco chiare, passa anche attraverso l’Italia. Avvenire presenta il quadro della vasta offerta in italiano di servizi di embrioni congelati e uteri in affitto in Ucraina, Spagna e Stati uniti e parla anche dell’interrogazione presentata dalla senatrice Paola Binetti sul tema e sulla legge 40, per la procreazione assistita.

Il Reportage

Nel lungo racconto della giornalista Audibert sulla maternità surrogata si parla degli embrioni prodotti e congelati in laboratori di Paesi asiatici, acquistati da coppie che hanno deciso di ricorrere all’utero in affitto. Questi embrioni crioconservati vengono consegnati ai corrieri che li portano nelle cliniche dei Paesi, europei o extraeuropei, in cui la maternità surrogata è consentita. Arrivati a destinazione, in semplici bagagli a mano, vengono impiantati nella madre in affitto.

© Fotolia / Unlimit3dEmbrione
Il traffico di embrioni e le zone grigie dei “figli su richiesta” che passano anche per l’Italia - Sputnik Italia
Embrione

I neonati vengono affidati alla coppia che ha pagato per il servizio, che viaggia nel mondo a prezzi sempre più competitivi. La spedizione costa qualche migliaio di euro, a cui vanno aggiunti i costi per l’utero in affitto e i servizi delle cliniche che fanno da intermediari.

Negli Stati uniti una madre surrogata costa 25mila dollari, ma il totale del servizio si aggira intorno ai 100mila dollari.  In Ucraina il costo in euro per il pacchetto è di 70mila euro, secondo la Biotexcom, l’azienda leader del settore. Alla madre, che per legge nel Paese può affittare l’utero, vanno dai 20 ai 30mila euro.

Il prezzo scende in India, dove la pratica costa 30mila dollari e alla donna che affitta l’utero arrivano 5-8.000 dollari.

La maternità surrogata è permessa per legge in 10 Paesi: Usa, Benin, Russia, Ucraina, Georgia, Kazakhistan, Albania, Armenia, Bielorussia e Israele. Ci sono poi altri 15 Paesi dove è legale ma senza ricevere compensi: India, Regno Unito, Brasile, Canada, Danimarca, Grecia e Portogallo.

E in Italia?

La “richiesta” di bambini con la fecondazione artificiale ha visto nel 2018 13.973 nascite, in 366 centri specializzati in tutte le regioni in base a quanto previsto dalla legge 40,

Ma chi non può avvalersi di questa possibilità o le coppie gay cercano sempre più spesso soluzioni all’estero. Secondo Avvenire, l’aumento della richiesta è testimoniato dal boom di siti in perfetto italiano di cliniche specializzate ucraine, spagnole o americane.

“È recente il caso, emerso durante il lockdown primaverile, delle decine di bebè nati da madri surrogate ucraine e parcheggiati in un hotel di Kiev in attesa che potessero ritirarli i genitori committenti, alcuni dei quali italiani, con il nostro ambasciatore costretto ad arginare le richieste di connazionali che chiedevano un salvacondotto per recuperare il neonato e saldare il conto con la Biotexcom, erogatrice del pacchetto".

Per Avvenire resta, quindi, una zona grigia legata alla “prassi giudiziaria di assolvere chi torna in Italia con un bebè nato da utero in affitto all’estero” che  “ha reso ormai il fenomeno non solo impunito ma nella sostanza tollerato”.

L’interrogazione

“Come intende il ministro proteggere la vita e la dignità del concepito, applicando la legge 40, tuttora in vigore; come intende porre fine alla pubblicità di pratiche proibite per legge, almeno in Italia, sollecitando l’AgCom a esercitare le sue prerogative; come intende porre fine a queste forme di trasporto illegale rivedendo l’accordo sottoscritto con l’Associazione internazionale del trasporto aereo ed esigendo che si dica esplicitamente che tipo di materiale organico si sta trasportando”.

È questo il testo dell’interrogazione parlamentare urgente presentata dalla senatrice Paola Binetti (UdcFI) ai ministri di Salute e Trasporti.

 

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