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Dopo il lockdown +10,2% richieste cessione del quinto. Polo: “Non sorprende, è un momento difficile”

Prestiti e cessioni del quinto in pandemia
Prestiti e cessioni del quinto in pandemia - Sputnik Italia
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La ricerca fa emergere un identikit di chi richiede il prestito personale per avere liquidità, si tratta principalmente di dipendenti, di persone sotto i 45 anni e una su quattro è donna.

Dopo il confinamento, la chiusura dei principali servizi, negozi e attività per la prima fase dell’emergenza legata al coronavirus, è aumentata la richiesta di prestiti per liquidità in Italia e in particolare è stato registrato un incremento del 10,2% delle richieste di cessione del quinto.

“Non sorprende che in un momento di difficoltà come quello attuale le richieste di cessione del quinto siano cresciute. – spiega Andrea Polo, Direttore della comunicazione di Facile.it a Sputnik Italia – La cessione del quinto è l'unica forma di credito cui possono accedere anche i consumatori che, in passato, hanno avuto difficoltà nel rimborsare altri debiti. In questa particolare formula di finanziamento, rivolta principalmente ai dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato o ai pensionati, le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione e il prestito è garantito da una polizza assicurativa che interviene in caso di insolvenza; ecco perché le società di credito possono concedere questo tipo di prestito anche a chi è stato in passato un cattivo pagatore”.

Tra chi chiede questo tipo di prestito 1 domanda su 4 è per l’ottenimento di liquidità per affrontare l’emergenza economica dovuta alla crisi sanitaria, il 23,2%. Il 21,3% invece chiede i fondi per acquistare un’auto usata.  Mentre invece diminuiscono i prestiti per la ristrutturazione di casa, -3%, e per l’acquisto di mobili.

L’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 212.000 domande di finanziamento raccolte tramite i due portali rivela che “negli ultimi mesi il rapporto degli italiani con il credito al consumo è inevitabilmente cambiato”, perché “il periodo di grande incertezza che viviamo spinge le famiglie a posticipare i progetti importanti e a dare priorità alla richiesta di liquidità per far fronte a eventuali imprevisti o difficoltà lavorative”.

Si chiede più spesso, ma cifre più basse

Se da un lato è aumentata la richiesta di cessione del quinto, nello stesso tempo è diminuito l’importo medio richiesto, che si è stabilizzato a 19.464 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.

“Il calo potrebbe essere legato da un lato alla diminuzione degli stipendi, dall’altro al cambio di esigenze da parte di coloro che presentano domanda, che oggi ricorrono a questa tipologia di prestito non più solo per far fronte a progetti importanti, ma anche per avere la liquidità necessaria per affrontare spese di importo inferiore rispetto al passato”, spiegano dal comparatore.

L’Identikit di chi chiede il prestito

L’indagine ha tracciato anche il profilo di chi ha chiesto una cessione del quinto: circa 1 domanda su 4 (23,9%) è stata presentata da una donna, mentre l’età media dei richiedenti è pari a 42 anni e mezzo.

L’altro dato che racconta con chiarezza l’attuale situazione di difficoltà che sta riguardando alcune categorie emerge analizzando la professione dei richiedenti; nel corso del terzo trimestre 2020 a presentare domanda di prestito personale è stato, nel 76,7% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato (erano il 71,8% lo scorso anno), mentre nel 10,4% dei casi un pensionato (+3 punti percentuali rispetto al 2019).

Si dimezza quasi la quota percentuale di richiedenti liberi professionisti e lavoratori autonomi, passata dal 12,5% del terzo trimestre 2019 al 6,9% dello stesso periodo del 2020.

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