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Scozia, premier Sturgeon: "Prima otterremo l'indipendenza e meglio sarà per tutti"

© REUTERS / Russell CheyneScotland's First Minister Nicola Sturgeon attends the completion of a 330 million pound deal to buy Britain's last remaining Aluminium smelter in Fort William Lochaber Scotland, Britain December 19, 2016
Scotland's First Minister Nicola Sturgeon attends the completion of a 330 million pound deal to buy Britain's last remaining Aluminium smelter in Fort William Lochaber Scotland, Britain December 19, 2016 - Sputnik Italia
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Le ultime dichiarazioni di Nicola Sturgeon aprono ad un possibile nuovo referendum futuro per l'indipendenza della Scozia, dopo quello fallito del 2014.

Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha rilasciato delle nuove, importanti dichiarazioni a Sky News, affermando che prima il suo Paese otterrà l'indipendenza dal Regno Unito e meglio sarà.

"Penso per tutte le ragioni che ho illustrato, che prima la Scozia raggiungerà il potere di avere l'indipendenza per scrivere il proprio futuro, meglio sarà per tutti noi", ha dichiarato il premier di Edinburgo.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, la Sturgeon ha quindi riferito che al momento non è stata ancora predeterminata una data precisa per lo svolgimento di un secondo referendum per l'indipedenza della Scozia, ma ha indicato che orientativamente esso potrebbe tenersi nella prima parte del prossimo mandato del Parlamento scozzese, che avrà inizio nel 2021.

 

Sturgeon ha comunque negato le speculazioni circa una possibile decisione già avvenuta su un referendum da tenersi nell'autunno 2021 e ha chiarito che al momento sussiste un clima di incertezza a causa della pandemia di Covid-19.

Il referendum del 2014

Il 19 settembre 2014 in Scozia si tenne un referendum per l'indipendenza dal Regno Unito, che vide il fronte indipendentista perdere per pochissimi punti.

In quell'occasione, il no vinse con il 55,42% a fronte del 44,58% ottenuto dal sì; un risultato che non deve però trarre in inganno, dal momento che a pochissime settimane dal voto lo scarto tra i due schieramenti era di oltre 20 punti in favore dei detrattori della separazione di Edinburgo da Londra.

Per ottenere quella vittoria, il governo britannico allora presieduto da James Cameron si lanciò in un'enorme campagna bipartisan di propaganda contro gli scozzesi, che vide la partecipazione di tutti i partiti politici per impedire la secessione della Scozia.

Ai loro confratelli settentrionali, gli inglesi fecero importanti promesse di privilegi, anche finanziari, che a tutt'oggi, però, non sono stati concessi.

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