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L’FBI ha contattato l’istituto di ricerca che indaga sul caso dei ‘doppi voti’ alle elezioni USA

© AFP 2021 / MANDEL NGAN / FILESEmblema dell'FBI
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Il ricercatore Matt Braynard ha dichiarato di essere stato contattato dall’FBI in merito alle prove raccolte dall’istituto che questi dirige, il Voter Integrity Project (VIP), sul caso dei presunti doppi voti illegali alle elezioni presidenziali statunitensi.

Il ricercatore Matt Braynard, ex direttore dei dati e della strategia per la campagna elettorale del 2016 del presidente Donald Trump, ora responsabile del Voter Integrity Project (VIP), ha annunciato via Twitter, domanica 29 novembre, di essere stato contattato dal Federal Bureau of Investigation riguardo ai dati raccolti dal suo servizio sui presunti brogli elettorali.

In precedenza, il 27 novembre, Braynard aveva pubblicato un video sul social in cui spiegava come fosse dagli stessi dati messi a disposizione dagli uffici elettorali che risultasse un rilevante quantitativo di ‘doppi voti’, casi cioè di elettori che avevano votato in più Stati.

"Posso mostrarvi i nomi delle persone sui tabulati che hanno votato in più Stati nei dati grezzi messi a disposizione, quindi queste non sono speculazioni, è solo quello che mostrano i dati", aveva scritto Braynard introducendo il video pubblicato.

​Successivamente, lo stesso capo del VIP ha aggiornato i follower, sull’andamento della polemica:

“L’FBI mi ha chiesto in modo proattivo e diretto i risultati del VIP che indicano voti illegali. Entro martedì avremo consegnato all’Agenzia tutti i nostri dati, inclusi nomi, indirizzi, numeri di telefono, ecc.”

​La sua versione è stata sostenuta dal Progetto Amistad della Thomas More Society, un’organizzazione no-profit conservatrice che collabora con Braynard.

“Abbiamo saputo che il signor Braynard è stato contattato dall’agente speciale dell’FBI Young Oh dell’ufficio sul campo dell’FBI di Los Angeles in cerca dei nostri dati. Il signor Braynard sta collaborando pienamente con questa richiesta e noi lo supportiamo pienamente”, ha dichiarato domenica, anch’egli tramite un post pubblicato su Twitter, il direttore del progetto, l’ex procuratore generale del Kansas Phillip Kline.

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