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La pandemia di Covid e gli adolescenti italiani: 7 su 10 si sentono “più soli”

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E considerano i social media un triste palliativo rispetto ai bei tempi della scuola, stando a un’indagine condotta a metà novembre su 1.500 teenager da Repubblica e ScuolaZoo.

Dall’inizio della pandemia il 69% degli adolescenti dice di sentirsi "molto più solo", mentre per il 26% "non è cambiato niente" e il 4,4% afferma di sentirsi "meno solo perché i social sono anche meglio" della realtà. Quasi tutti usano Whatsapp (96%) e Instagram (84%), ma stanno prendendo piede anche le piattaforme Discord e Playstation, nate per i videogiochi.

"Che circa il 70% degli adolescenti si senta più solo non sorprende: da mesi i ragazzi ci scrivono di sentirsi spesso più soli, ansiosi e demotivati”, ha sottolineato Francesco Marinelli, direttore editoriale di ScuolaZoo, che ha 4 milioni di follower sui canali social, specie Instagram.

ScuolaZoo: impatto del lockdown più forte sui giovani

Marinelli ha tenuto a ricordare che “l'adolescenza è una fase particolare, a volte fragile, e che "l'impatto dei lockdown rischia di essere più forte sui giovani”.

“Per questo ci siamo schierati da subito contro la chiusura immediata e indiscriminata delle scuole, che potrebbe accentuare disuguaglianze economiche e sociali, e pesare sulla salute fisica e psicologica di tanti giovani", ha aggiunto.

Un adolescente su due: “Non posso stare senza Netflix”

Durante la sospensione forzata delle attività a partire da marzo, un adolescente su due si è salvato con cinema e serie tv, rispondendo: "Non posso stare senza Netflix". Un 27% si è anche dedicato ai propri hobby, e un 27% anche agli sport disponibili "in casa e dintorni"; un 21% a cucinare e un altro 20% ai giochi in streaming con gli amici.

Acquisti online: i libri al secondo posto

Dalla ricerca è emerso che i giovani italiani acquistano online soprattutto abbigliamento, libri, film e videogiochi:

  • il 55% abbigliamento
  • il 30% libri  
  • il 20% device tecnologici
  • il 13% film e videogiochi

Solo un terzo di loro ha un profilo personale per pagare gli acquisti online. E solo un 15% ha più di 100 euro al mese a disposizione, mentre il 54% del campione non supera i 50 euro.

Impegno nel sociale

L'indagine ha poi evidenziato che, con l’emergenza sanitaria, il 28% degli intervistati ha detto di aver avuto "voglia di impegnarsi per una causa sociale”, mentre un 38,7% "era impegnato anche prima"; il 27,5% resta disinteressato.

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