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Pronta per essere consegnata la prima Fremm venduta dall'Italia all'Egitto

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Sta per partire alla volta dell'Egitto la prima delle due Fremm, le fregate ultratecnologiche progettate da Fincantieri in collaborazione con la francese Naval Group, venduta dall'Italia al governo di al Sisi per 1,2 miliardi di euro. Potrebbe essere solo la prima parte di una fornitura militare da oltre 12 miliardi.

L'equipaggio si sta addestrando a La Spezia e nelle prossime settimane la prima delle due Fremm, le fregate ultratecnologiche progettate da Fincantieri in collaborazione con la francese Naval Group, venduta dall’Italia all’Egitto, ribattezzata Al Galala, potrebbe arrivare nel Paese africano.

Il negoziato è andato avanti per mesi, non senza polemiche politiche per le questioni ancora aperte con il governo egiziano: dalle indagini per il delitto di Giulio Regeni, al caso di Patrick Zaki, l’attivista egiziano, studente all’università di Bologna, prigioniero nelle carceri del Cairo da più di nove mesi.

Sulla vicenda a fine ottobre, come ricorda il sito di informazione StartMag, l’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ora deputato del gruppo misto, aveva presentato un’interrogazione, alla quale ha risposto il Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano.

Il politico del M5S ha assicurato che il governo “ha effettuato sia un’attenta disamina sotto il profilo tecnico giuridico, a livello nazionale e internazionale, che a livello tecnico-militare, accertando altresì che l’eventuale vendita non arrecasse pregiudizio alle attività e all’operatività delle forze armate italiane”, con riguardo anche “agli aspetti prettamente politici della questione”. L’impegno del governo per stabilire la verità sul caso Regeni e per ottenere la liberazione di Patrick Zaki, quindi, non verrà meno, ha assicurato Di Stefano. 

Per contro il sottosegretario, citato da StartMag, ha sottolineato, “il ruolo svolto dall’Egitto nel Mediterraneo allargato e dalla lotta al terrorismo e al contrasto del traffico di esseri umani, dalla tutela dei nostri interessi energetici alla crisi libica”. Il via libera del governo alle trattative è arrivato lo scorso giugno, mentre lo scorso 7 agosto Palazzo Chigi ha dato l’ok per “l’autorizzazione definitiva” all’esportazione.

Le due fregate multiruolo Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, parte delle 18 navi che dovevano entrare a far parte della flotta della Marina militare italiana, saranno quindi vendute all’Egitto tramite una società controllata da Fincantieri e Leonardo, la Orizzonti Sistemi Navali, per 1,2 miliardi di euro. A rimpiazzarle saranno altre due fregate equivalenti che verranno varate entro il 2024.

Ma la portata della commessa sarebbe molto più ampia. Secondo Analisi Difesa l’Egitto vorrebbe acquistare altre quattro fregate polivalenti di Fincantieri e Naval Group, per un totale di sei navi hi tech.

L’interesse della Difesa egiziana riguarda anche 20 pattugliatori, da 24 a 28 caccia Eurofighter Typhoon, 20 addestratori M-346 di Leonardo ed un satellite. Il valore totale dell’investimento sarebbe di oltre 12 miliardi di euro. Si tratta, secondo il sito specializzato, di “quasi il triplo dell’intero export annuale italiano nel settore Difesa”.

“In ambito geopolitico l’intesa di Fincantieri con l’Egitto aumenta il peso dell’Italia anche presso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e va aggiunta all’accordo altrettanto di portata strategica per il rinnovo e potenziamento della flotta del Qatar”, si legge nell’analisi redatta lo scorso giugno dal direttore Gianandrea Gaiani.

L’accordo quindi, secondo l'esperto, offrirebbe all’Italia anche “l’inedita opportunità di poter fungere da cerniera tra i due schieramenti rivali nel mondo arabo sunnita”.

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