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Possibili sanzioni per Ankara al vertice dei leader UE a dicembre

© Sputnik . Mikhail KlimentievIl presidente turco Recep Tayyip Erdogan
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Politologo turco Sezgin Mercan nell’intervista rilasciata a Sputnik ha commentato una serie di recenti dichiarazioni rese dai politici europei in merito alla possibilità durante l’ennesimo vertice europeo del 10-11 dicembre di imporre sanzioni ai danni della Turchia per via delle attività poste in essere da quest’ultima nel Mediterraneo orientale.

Sezgin Mercan è politologo e collaboratore della Facoltà di Scienze politiche e Relazioni internazionali della Başkent University.

Nello specifico, l’atteggiamento di contrasto dell’UE nei confronti della Turchia è stato confermato durante una teleconferenza dei ministri degli Esteri degli Stati membri tenutasi giovedì. In quell’occasione Josep Borrell, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la sicurezza, ha sottolineato che il comportamento della Turchia “dilata il divario che la separa dall’Europa” e che il ritorno a un approccio positivo è condizionato a una “radicale variazione della natura dei rapporti bilaterali”.

In merito allo stato delle relazioni turco-europee, alla probabilità di imposizione di sanzioni e ai prossimi passi che dovrebbe intraprendere Ankara, Mercan sottolinea che le relazioni tra Turchia e Bruxelles stanno attraversando una grave crisi la cui natura differisce dalle precedenti:

“Alla luce degli ultimi eventi abbiamo a che fare con un processo in cui si intrecciano vicendevolmente elementi politici esterni ed interni. Sulle relazioni tra Turchia e UE si riflette tutta una serie di elementi di politica interna. E qui si misura la cosiddetta “resistenza” che nell’ultimo periodo viene sempre più messa alla prova. Lo vediamo bene nelle relazioni che la Turchia intrattiene con Francia e Germania, il che influisce direttamente con i rapporti tra Turchia e UE nel complesso”, spiega Mercan.

L’esperto ricorda che alla vigilia del precedente incontro tra i leader dell’UE era prevista l’adozione di decisioni analoghe in materia di sanzioni a cui però alla fine non è stato dato seguito. Secondo l’esperto, è sì probabile l’imposizione di una serie di misure sanzionatorie ai danni di Ankara, ma, se questo davvero accadesse, è molto probabile che si tratterebbe di provvedimenti di portata ridotta.

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“Ad oggi lo stato delle relazioni è peggiorato ulteriormente. Infatti, dal punto di vista di Bruxelles, la Turchia ultimamente ha cominciato ad attuare una politica di evidente distaccamento dalle politiche europee. L’ultimo esempio lampante in tal senso è legato a Cipro: l’apertura al grande pubblico di Varosia, il quartiere abbandonato della città di Famagosta, e la relativa visita del presidente Erdogan. Questo è stato un colpo basso per le relazioni con l’UE.

La Turchia ha una posizione a cui sta metodicamente cercando di dar vita. Finché così non sarà, la Turchia farà tutto il possibile per conseguire l’obiettivo. Ma intanto l’UE critica la Turchia. Visto e considerato tutto ciò, è probabile che vengano imposte sanzioni contro Ankara in occasione dell’imminente vertice. Paesi come Grecia e Francia potrebbero inserire nell’ordine del giorno la questione relativa alle misure sanzionatorie”, sottolinea l’esperto. 

In merito alle azioni che la Turchia dovrebbe porre in essere prima e dopo il vertice dei leader europei Mercan risponde come segue:

“La Turchia deve lavorare a un nuovo modello di sviluppo delle relazioni con l’UE che sia in grado di normalizzarle. La sfiducia reciproca ha peggiorato la situazione. Chiaramente entrambe le parti hanno le proprie responsabilità in questo processo. Su cosa potrebbe basarsi un simile modello? Si consideri il concetto di integrazione differenziata secondo cui gli Stati membri e i candidati si adattano alla politica comune a seconda del proprio potenziale. Questo concetto è applicabile anche alla Turchia.

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La Turchia, ad esempio, non è un membro a pieno titolo dell’UE, ma fa parte dell’Unione doganale. Bisogna comprendere in che modo ravvivare i rapporti tra le parti in questo contesto, nonché dialogare andando oltre alle controversie attinenti il Mediterraneo orientale e Cipro. La cooperazione tra Turchia e UE può essere portata avanti in comparti relativamente “tranquilli” quali la ricerca e lo sviluppo, la tutela dell’ambiente e la sanità. Se si riuscirà a migliorare l’interazione con Bruxelles in questi settori, in futuro gli Stati membri dell’UE ci penseranno due volte prima di prendere decisioni negative nei confronti della Turchia”, conclude l’esperto.

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